Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca Centro / Via Giusto Muratti

Compie un anno il barber-shop di Jessica, unica "barbiera" imprenditrice a Udine

Aperto il 18 maggio 2020, nel primo giorno di apertura dopo il lockdown dell'anno scorso, "Interno 11.24" ha sgomitato per crearsi una clientela raffinata e fedele in via Muratti

Questa è una di quelle storie che ci piace raccontare perché ci fa credere che qualcuno, leggendola, possa dire "anche io ce la posso fare". Perché è una storia di speranza, passione e tenacia. Questa è la storia di Jessica e del suo barber-shop, il suo "primo figlio", come lo chiama lei.

La storia

Jessica ha quasi 35 anni, da quando ne ha 16 fa "questo mestiere". Il mestiere è la barbiera. Non parrucchiera, non stilista dei capelli. Lei si definisce orgogliosamente "barbiera". A Udine di imprenditrici donne con un negozio per soli uomini non ce ne sono più e lei è l'unica, in questo momento. In pieno periodo pandemico, il 18 maggio del 2020, ovvero il giorno della grande riapertura dopo il lockdown della scorsa primavera, ha inaugurato questo piccolo e curatissimo negozio in via Muratti. Pareti verde salvia arredate di cornici e quadri, un divanetto indaco che regala eleganza, piccoli ma determinanti oggetti d'arredo che donano al negozio un'aria di informale serietà e due poltrone. «In realtà al momento può entrare una persona alla volta e quello che io offro è l'esclusività»?. Jessica è determinata, anche se mentre parla sogna. Sogna la strada fatta per arrivare a quel momento e sogna la strada che vuole ancora fare.

Il progetto

Jessica a 16 si ritrova con un paio di forbici in mano. «Mia madre aveva deciso così, ma in fondo era il mio sogno», ci racconta solo dopo averci rivelato che in realtà voleva fare la netturbina. «Volevo passare il mocio sulle strade, ma poi ho scoperto che non funzionava così e allora ho desistito». Sogna ma ha l'incredibile capacità di stare con i piedi per terra, Jessica che di cognome fa Toneatti ed è originaria di Gemona, anche se ormai vive a Udine da tempo. E allora dopo tanti anni in negozi di parrucchiera, come dipendente, e tantissimi anni di scuola, ha deciso di fare il grande salto. L'indipendenza, quella che se abbinata al lavoro fa tremare le gambe, è arrivata con due anni di fatica in più del previsto.

«La riforma non ha riconosciuto il mio percorso scolastico, perché mancavano 10 giorni - su 16 anni lavorati - per poter aprire il mio negozio da titolare. Allora sono tornata a studiare e, invece che aprire nel 2018, ho dovuto aspettare il 2020 facendo un altro anno di scuola». Quell'anno così spaventoso, quell'anno in cui la pandemia ha smorzato gli entusiasmi imprenditoriali più coraggiosi. Ma no tutti. «Tutto ciò che desideri, se preghi per averlo convinto di poterlo ottenere, lo avrai», dice Jessica guardando con un'occhio da madre innamorata verso la vetrina del suo piccolo ma prezioso negozio. Mentre chiacchieriamo passa un signore, cliente affezionato, la vede e le chiede se può dargli una spuntatina veloce al ciuffo, che gli va davanti agli occhi. «Adesso no, puoi fare da solo spostandoteli sulla fronte che sei più affascinante». Si sorridono, lui ammicca e se ne va. Tornerà. Da una lavoratrice che mette passione in tutto ciò che fa si torna sempre, e lei lo sa. 

Dunque attende il 2020, senza paura. Dalle difficoltà bisogna saper prendere le opportunità, ripete come un mantra. «Vivevo con pochi euro al mese, a volte non sapevo come mangiare. Ma non mi ha mai fatto paura la mancanza di soldi, mi spaventava di più non arrivare a questo che ho oggi». E oggi, a un anno dall'apertura, non rinnega nulla di ciò che ha fatto e che l'ha condotta fino a diventare l'unica imprenditrice barbiera di Udine. «Amo molto il mio lavoro, sono una precisa e so di essere nata per fare le cose tecniche. Adoro quando mi viene detto "fa quello che vuoi" perché così studio la testa di ogni mio cliente e il suo modo di essere. Non seguo le modo, seguo le persone». Il mood vale anche per le parole. Ci si può ritrovare a parlare d'arte o di sport (uno dei clienti fissi è mister Gotti, ma Jessica non ha interesse a usarlo come "sponsor", benché lui sia un affezionato), ma anche di politica e attualità. «Chi arriva prima lo invito a bersi un caffè al bar di fronte, la mezz'ora che dedico a ogni cliente è esclusiva». Per questo la clientela che si rivolge a lei è ricercata, di quella che sa che Jessica pensa che un taglio di capelli è come un abito di sartoria. «Qui entri, ti rilassi e tutto ciò che di brutto c'è fuori dalla porta rimane fuori dalla porta».

Il nome

Il barber-shop di Jessica è al civico 21 di via Muratti. Le chiediamo il perché del nome "Interno 11-24" e lei ci risponde che è un passo del Vangelo di Marco. "Per questo vi dico: tutto quello che domandate nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato". Un modo come un altro per dirci che se si vuole molto qualcosa, questa arriverà, basterà esserne davvero convinti. A un anno dalla nascita del suo "primo figlio" le chiediamo dunque come è andata e lei ci risponde con un grande sorriso. «Lentamente sono cresciuta sempre, nonostante i cambi di colore e le incertezze. Il giorno dopo il compleanno, per la prima volta in 365 giorni non si è presentato nessun cliente, allora ho pensato che fosse ancora una volta il destino che mi stava facendo un regalo, quello del riposo. Così mi sono detta "giusto, oggi riposo e a chi mi chiamerà gli dirò di tornare domani"». E l'indomani il barber-shop era di nuovo pieno di gente pronta a farsi mettere le mani in testa da lei. 

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