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L'esterno dell'OsTerya Pura Follia di via Mantica

L'esterno dell'OsTerya Pura Follia di via Mantica

All'interno solo sei persone, all'esterno niente tavoli: osteria di Udine rischia la chiusura

Sono trascorsi quasi sette mesi da quando l'OsTerya Pura Follia di via Mantica ha presentato domanda per l'occupazione di suolo pubblico. "Agli altri è stato concesso di ampliarsi, a non solo un metro e 75", tuona disperata la titolare

Alle porte del centro di Udine c'è una piccola osteria, aperta lo scorso ottobre, che come tutti gli altri esercizi commerciali sta sfidando le difficoltà economiche dovute all'emergenza sanitaria. L'OsTerya Pura Follia di via Mantica, come succede ad altri locali molto piccoli, deve però fare i conti con l'impossibilità di ospitare un numero elevato di persone al suo interno. Il Comune di Udine, però, ha concesso agli esercenti la possibilità di estendere la propria occupazione di suolo pubblico proprio per facilitare la ripresa degli affarri. Una mossa che ha in effetti favorito molti, ma non tutti: proprio la titolare dell'OsTerya Pura Follia, Teresa Gallina, è da mesi che cerca di ottenere questa autorizzazione senza riuscire ad avere il permesso di ampliare la sua attività all'esterno.

Il caso

La piccola osteria è stata aperta ad ottobre, mentre la domanda di occupazione suolo pubblico è stata presentata a febbraio, prima del Covid, rimanendo poi bloccata negli uffici comunali. "La domanda è stata poi approvata a metà maggio con uno spazio di appena un metro e 75, e io ho deciso di mettere all'esterno una "mezza Vespa" trasformata in tavolino e due mensole, benché la comunicazione dell'autorizzazione non sia mai stata consegnata e una volta parlato con il funzionario comunale la sua risposta è stata che l'autorizzazione c'era ma era sulla sua scrivania e avrebbe deciso lui quando darmela, ovviamente facendomi rimanere piuttosto basita e facendomi aspettare ancora". Il 15 luglio è arrivata ufficialmente l'autorizzazione ma la discussione con il funzionario comunale non si è placata. 

"Un carattere particolare"

Al Comune, a quanto pare, non è andato già che nel frattempo la titolare abbia allestito questo minuscolo spazio esterno. "Parlando con il funzionario - ci racconta Teresa Gallina - mi sono sentita dire che la mia sfortuna è che lui abiti proprio sopra il mio locale e quindi avrei dovuto togliere i pochi posti a sedere messi all'esterno". La frustrazione è cresciuta alle stelle. "Nel momento in cui tutti ampliano a me non viene data la possibilità di lavorare all'esterno e sentirmi rispondere così mi ha fatto pensare fosse una cosa personale". La titolare si è così rivolta direttamente al vicesindaco del Comune di Udine Loris Michelini, per ottenere un ampliamento che le garantisca di lavorare dignitosamente, sentendosi però rispondere che il funzionario in questione "ha un carattere particolare". 

Scontro con il Comune

Al vicesindaco è così arrivata la minaccia, alla quale si è accodata la proprietaria dei muri che in caso di chiusura dell'esercizio perderebbe l'affitto, di far causa al Comune. "Dopo avergli spiegato la situazione e fatto presente che siamo già a fine luglio, sono venuti a prendere le misure del locale per capire come e quanto potrei ampliarmi. Il punto è che questa è zona 30 e non dovrebbero esserci così tanti problemi, eppure la gente continua ad andare via perché all'interno possono stare solo 6 persone contemporaneamente e all'esterno non ho tavoli a sufficienza. Sto già pensando a come affronterò l'inverno ma se l'estate trascorre senza che io abbia risolto questa situazione non so se alla stagione fredda arriverò mai".

L'attesa

In questi giorni la titolare dell'osteria si attende un risvolto positivo della situazione, nel frattempo non è riuscita a trattenersi dal verificare cosa succede in altri locali della città. "A me obbligano a lasciare un metro e 50 di marciapiede, ma è evidente che in alcune vie del centro non vale lo stesso criterio", ci racconda confidando di aver scattato diverse fotografie a riprova. "Sono stata accolta in via Mantica a braccia aperte - conclude - ma se in un paio di giorni la situazione non si risolve, agirò di conseguenza", che potrebbe voler dire serrande abbassate per sempre. 

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