Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Centro / Via Roma

Pugni in faccia a una guardia giurata in via Roma. L'accusa: "siamo carne da macello"

L'episodio risale a due sere fa, quando un esercente ha fatto intervenire delle guardie particolari giurate per fermare un uomo che stava ribaltando tavoli e sedie: ad avere la peggio una delle guardie che è dovuta ricorrere alle cure mediche

Un cittadino pakistano ha aggredito due guardie particolari giurate, nella sera di mercoledì 15 luglio: l'uomo era stato fermato dopo la segnalazione di un esercente di via Roma, perché stava rovesciando tavolini e sedie. Una volta che le due guardie gli si sono avvicinate, però, l'uomo gli si è scagliato contro colpendo con alcuni pugni uno dei due vigilanti per poi scappare, continuando a scagliarsi contro le auto parcheggiate in sosta. Sul posto una volante della Questura con gli agenti che hanno fermato e arrestato il malvivente.La guardia giurata colpita è stata medicata con una prognosi di 7 giorni.

L'uomo, un cittadino pakistano di 34 anni, è stato identificato come l'aggressore del consigliere comunale Paolo Foramitti e quindi arrestato e denunciato all'Autorità Giudiziaria competente per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate, danneggiamento aggravato e inosservanza del divieto di ritorno a Udine.

La paura delle Guardie Giurate

"Le Guardie Particolari Giurate sono da sempre in prima linea, anche durante l'emergenza Covid-19. Uomini e donne in divisa al servizio e di supporto alle forze dell'ordine ed alla cittadinanza. Come sempre però, non tutelati adeguatamente, e qui veniamo al fatto accaduto in zona stazione a Udine, dove il personale di un istituto di vigilanza privata è intervenuto, richiamato da un esercente che segnalava
loro la presenza di un extracomunitario intento a danneggiamenti vari. Alla fine il conto più salato lo pagherà una delle due Guardie Particolari Giurate,che sarà costretta a ricorrere alle cure mediche
".

La richiesta d'aiuto

"Dopo questo ennesimo fatto di cronaca, pertanto ci faremo portavoce presso la Prefettura e la Questura di Udine, per una maggiore attenzione alla sicurezza degli operatori in divisa, che troppo spesso vengono inviati in servizio come carne da macello, a causa della sottovalutazione del fattore di rischio".

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