Mercoledì, 4 Agosto 2021
Scuola

Scuole superiori ancora chiuse in regione: “Chi fa gli interessi dei ragazzi?"

Monticco (Cisl Fvg): "Per i nostri ragazzi va ripensato il sistema"

“Se è chiaro che, di fronte ai numeri attuali del Covid, lo slittamento della riapertura delle superiori pare una scelta ragionevole, è altrettanto chiaro che la scuola merita molto, molto di più”: a parlare è il segretario della Cisl Fvg, Alberto Monticco che punta dritto alla Regione: “La riapertura delle scuole in sicurezza è possibile. La Regione intervenga con programmi utili a superare, in modo condiviso, tutti i problemi che, oggi, ostacolano il rientro in presenza”.

Ad aprile scorso – si legge in una nota del Sindacato – le fabbriche, giustamente mosse dai propri interessi, economici e sociali, e di concerto con le parti sociali, si sono attrezzate anche autonomamente per rimanere chiuse il meno possibile e garantire la sicurezza dei lavoratori e la ripresa della produzione. Purtroppo l’impressione è che per “l'industria del sapere” non ci siano interessi abbastanza forti, tali da far assumere decisioni risolutive al problema del rientro in presenza di ragazzi. “E’ stato chiesto agli imprenditori di cosa avessero bisogno; lo stesso è stato fatto con i commercianti, i ristoratori, gli artigiani e tutte le categorie economiche, e in base alle necessità, sono stati correttamente varati decreti, aiuti, ordinanze e deroghe. Ma è stato fatto lo stesso per la scuola? Ci si è domandati e ci si chiede cosa serve agli insegnanti, ai presidi e soprattutto ai ragazzi?” – continua Monticco.

Per la Cisl Fvg la didattica a distanza non può rappresentare una soluzione a lungo termine: ne va non solo dell’apprendimento, ma soprattutto a rischio c’è il benessere dei giovani e quella scuola inclusiva su cui il nostro Paese, e così anche la regione, ha sempre scommesso. Basti pensare che la dad sta portando a galla il grande divario esistente tra le famiglie, tra chi può permettersi un pc e chi lo deve condividere con i fratelli o sorelle, tra chi ha internet e chi non ce l’ha: insomma mancano condizioni di accesso paritarie alla scuola e su questo si dovrà lavorare. I dati sui focolai all’interno delle scuole – prosegue la nota della Cisl Fvg – sono sicuramente significativi, ma complessivamente, a livello nazionale, rappresentano all’incirca il 2% sul totale: con soluzioni adeguate, e soprattutto unanimemente volute, un rientro in sicurezza potrebbe essere un obiettivo possibile.

“Dovremmo perciò iniziare a pensare ad una riorganizzazione complessiva del sistema, delle nostre città, della logistica, dagli orari ai percorsi (non solo degli ingressi a scuola, ma anche tutti i mezzi pubblici, corriere e bus, luoghi di lavoro, coinvolgendo quindi anche il sistema delle parti datoriali). Solo così, con una regia regionale forte ed il coinvolgimento di tutti, la riapertura continuata, e non a singhiozzo, potrebbe diventare un reale obiettivo: solo così si passerà dalle parole ai fatti".


 

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