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Sabato, 2 Luglio 2022
per una scuola migliore

Nuovi percorsi di formazione e selezione per i docenti: le criticità del decreto che cambia la scuola

A commentare il decreto legge 36 “Misure urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza Pnrr" è il docente Antonio Sortino

Ad approfondire la discussione sulle problematiche relative al mondo della scuola è Antonio Sortino, insegnante di sostegno in una scuola secondaria di primo grado udinese e componente della rappresentanza sindacale di Istituto. "Il decreto legge 36 “Misure urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza Pnrr" fa una sostanziale riforma della scuola in merito a formazione e reclutamento/carriera dei docenti, ed è al momento oggetto di scontro coi sindacati più grandi", dichiara Sortino. Il decreto si occupa in particolar modo di delineare da una parte i nuovi percorsi di formazione e selezione in ingresso dei futuri docenti, dall'altra la formazione e l'aggiornamento di tutti i docenti della scuola statale.

Per quanto attiene questo secondo punto, per i docenti il decreto prevede, secondo Sortino, due linee di formazione/aggiornamento. "La prima è la "formazione continua obbligatoria”, destinata ai nuovi assunti quando la futura legge sarà a regime. La seconda è la "formazione continua incentivata”, per quei docenti che sosterranno con successo un periodo di formazione/aggiornamento.Solo una parte di questi docenti in formazione otterrà, per questo sforzo aggiuntivo, un premio monetario". Un sistema che è stato molto criticato. "La presenza dell'obbligo della formazione solo per una parte del corpo docente (i futuri neoassunti) provocherà una forma perniciosa di differenza di trattamento tra docenti", commenta Sortino. Nel decreto è, inoltre, specificato che ogni attività di studio dovrà avvenire fuori dall’orario di servizio e per gestire al meglio la formazione dei docenti sarà creata a Roma una scuola denominata “Scuola di alta formazione del sistema nazionale pubblico di istruzione”. "Ciò che è previsto nel decreto richiede un importante sforzo economico che in un primo momento farà leva sui fondi europei del Pnnr, successivamente si utilizzeranno risorse fino ad ora nostre e delle nostre scuole, e che ci stanno molto a cuore: la carta docente, il fondo di istituto, l’organico di potenziamento", afferma preoccupato Sortino. 

Nel dettaglio

La Carta docente fino ad ora è stata utilizzata anche per la formazione autogestita degli e delle insegnanti. "Come più volte richiesto, la Carta docente non verrà estesa ai colleghi non di ruolo che lavorano fianco a fianco con noi; ma sarà decurtata nei prossimi anni, appunto per finanziare la formazione imposta dall’alto dal Ministero2, commenta Sortino. Le risorse interne di istituto corrispondono al fondo utilizzato per retribuire incarichi come il coordinamento di classe e più in generale per migliorare la qualità dell'offerta didattica nell’ambito dell’autonomia scolastica e "anche queste risorse saranno utilizzate per finanziare la riforma prevista dal decreto", continua il docente. Anche l’organico di potenziamento sarà razionalizzato tramite un taglio “in misura pari a: 1.600 posti a decorrere dall'anno scolastico 2026/2027, nonché 2.000 posti a decorrere da ciascuno degli anni scolastici 2027/2028, 2028/2029, 2029/2030 e 2030/2031” (Fonte: relazione tecnica del decreto a cura del Governo). "Il decreto in questione, a fronte del finanziamento di corsi per la nostra formazione, che discendono da un’idea molto particolare di “merito”, taglia risorse per la nostra formazione autogestita (decurtazione della carta del docente); toglie risorse per la qualità della didattica (utilizzo del fondo di istituto); taglia l’organico con riferimento alla figura del docente di potenziamento, che tra le tante cose ha finora svolto un ruolo importantissimo ai fini dell’inclusione dei bambini più fragili", conclude Sortino. 

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