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Mercoledì, 1 Febbraio 2023
Scuola

Professori e bidelli no vax, contagi tra i ragazzi: tutti i problemi della scuola in Friuli

Tassan Viol: "La scuola può collaborare e fare tutto ciò che rientra nelle sue competenze, ma non può e non potrà mai farsi carico di decisioni di tipo sanitario"

"I problemi che hanno reso più complicato il rientro sono le assenze del personale scolastico e un vero e proprio boom dei contagi nel periodo delle vacanze natalizie, specialmente tra gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, fino a 150 in alcuni istituti che contano 1.500 allievi". Lo ha detto la presidente regionale dell'Anp Fvg, Associazione nazionale presidi, Teresa Tassan Viol, facendo il punto sulla riapertura delle scuole in regione dopo la pausa festiva. Una ripresa che ha interessato almeno la metà degli istituti scolastici, "quelli dove gli orari settimanali includono anche il sabato", ha specificato Tassan Viol, mentre la restante parte riaprirà il 10 gennaio.

Numeri consistenti

"I colleghi dirigenti – ha riferito la presidente Anp – sono alle prese con un numero importante di contagi tra gli studenti, che dunque non hanno potuto rientrare a scuola. Un altro problema è rappresentato dalle numerose assenze di personale docente, tra i docenti sospesi per non aver adempiuto all'obbligo vaccinale e quelli che si sono contagiati durante la pausa di fine anno. In alcune scuole - precisa - le percentuali raggiungono il 10-15%. Questa situazione può compromettere la regolare erogazione del servizio e la copertura degli orari, e potrà comportare per alcuni dirigenti la difficile scelta di operare delle riduzioni".

Rapporti difficili

Tra le altre criticità che interessano il sistema scolastico regionale, Tassan Viol ha sottolineato "la complessità dei rapporti tra istituti e Dipartimenti di prevenzione in materia di tracciamento e gestione delle quarantene, perché le strutture sanitarie a seguito del sovraccarico di lavoro non riescono a emettere le certificazioni richieste in tempi congrui". "Va detto comunque a scanso di equivoci – conclude la presidente Anp Fvg – che la scuola può collaborare e fare tutto ciò che rientra nelle sue competenze, ma non può e non potrà mai farsi carico di decisioni di tipo sanitario".
 

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