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Lunedì, 28 Novembre 2022
medicina generale

In Friuli Venezia Giulia mancano oltre 100 medici di base

In alcuni casi i medici del territorio devono prendere in carico in deroga 1800 pazienti a fronte dei 1570 massimi previsti

In Friuli Venezia Giulia mancano oltre 100 medici di medicina generale per coprire le esigenze della popolazione: arriva però una buona notizia da Roma. La Fimmg, Federazione italiana medici di medicina generale, sindacato che in regione conta più di 300 iscritti, accoglie positivamente il decreto dell'uscente ministro della salute Speranza che istituisce 2500 borse di formazione aggiuntive per i futuri medici di medicina generale grazie al Pnrr. "In virtù di un recente accordo - ha commentato Fernando Agrusti segretario regionale Fimmg - firmato da parte della Commissione salute delle Regioni a cui abbiamo dato il nostro contributo, ogni giovane medico che sarà ammesso alla formazione potrà infatti prendere in carico sin da subito, con un medico tutor, fino a mille pazienti o incarichi orari di assistenza primaria, alleggerendo così il problema della carenza dei medici nei vari territori".

La preoccupazione

In Friuli Venezia Giulia già adesso mancano oltre 100 medici di base e "con pensionamenti all’orizzonte la situazione peggiorerà a breve", continua Agrusti. "Basti pensare che per ovviare a questa carenza in alcuni casi i medici del territorio devono prendere in carico in deroga 1800 pazienti a fronte dei 1570 massimi previsti. Le borse per la formazione sono state raddoppiate da 20 a 40 l'anno e grazie a quanto previsto dal Pnrr diventeranno 56 dal prossimo anno. Ora dopo il decreto ministeriale attendiamo il nuovo bando regionale, oltre a quello nazionale per il concorso unico, per avviare queste borse aggiuntive e coprire le carenze nelle zone disagiate".

Silvestro Scotti, segretario generale nazionale Fimmg ha plaudito al traguardo raggiunto al termine di settimane di silenzioso e impegnativo lavoro con l’appello alle Regioni affinché "adesso, non si perda neanche un minuto nella pubblicazione dei bandi" e "si arrivi in tempi strettissimi alla definizione di una data di inizio per il bando nazionale". Infine, un appello ai sindaci. "Ci supportino - ha concluso Scotti - in quest’azione di comune interesse. Adesso qualcuno deve una risposta ai cittadini, ai giovani medici e ad una medicina generale che possa continuare ad esistere per poter evolvere verso modelli assistenziali potenziati, ma di vera prossimità. Modelli che si fanno con gli uomini non con i mattoni".
 

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