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Giovedì, 9 Febbraio 2023
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Caro benzina: gestori in sciopero il 25 e il 26 gennaio

Per "arginare l'ondata di fango contro una categoria di onesti lavoratori" si legge in una nota degli organizzaotri. Nle frattempo Giorgia Meloni spiega il perché di certe scelte politiche

Confermato lo sciopero dei benzinai. Lo stato di agitazione è previsto per il 25 e il 26 gennaio 2023. Per "arginare l'ondata di fango contro una categoria di onesti lavoratori e cercare di ristabilire la verità, le associazioni dei gestori" viene detto nella nota di Faib-Confesercenti, Fegica, Figisc-Confcommercio. 

Come funzionerà

Lo sciopero è previsto dalle 19 del 24 gennaio 2023 alle 7 del 27 gennaio 2023. "Il governo - sottolineano le organizzazioni che hanno indetto la mobilitazione - aumenta il prezzo dei carburanti e scarica la responsabilità sui gestori che diventano i destinatari di insulti ed improperi degli automobilisti esasperati. Contro la categoria è stata avviata una campagna mediatica vergognosa. Quindi è stato dichiarato lo stato di agitazione su tutta la rete e lo sciopero contro il comportamento del governo. Si preannuncia un presidio sotto Montecitorio. In atto c'è un imbroglio mediatico al quale le organizzazioni di categoria intendono dare risposte con la mobilitazione dei gestori".

La difesa di Meloni

Il mancato rinnovo dello sconto sulle accise, ha provocato un malcontento generale nei cittadini. Una decisione che sembra andare in contrasto con le promesse elettorali fatte per le elezioni 2022. Per spiegare e giustificare questa scelta, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha pubblicato una puntata del suo diario online dove afferma che il video alla pompa di benzina, che gira sui social e sui media nazionali,  in cui parlava della necessità di ridurre le accise era del 2019: "Il mondo nel frattempo è cambiato". E aggiunge di non aver mai fatto promesse del genere in questa campagna elettorale. Meloni sottolinea anche che con le risorse a disposizione non si poteva fare diversamente: "Il taglio delle accise costa un miliardo al mese, dunque 10 miliardi l'anno. Invece di spalmare 10 miliardi, noi abbiamo deciso di concentrare le risorse in manovra su chi ne aveva più bisogno. Abbiamo fatto una scelta che rivendico e che è di giustizia sociale".

Le critiche

Le opposizioni contestano le affermazioni del presidente andando a recuperare il passaggio del programma elettorale 2022 di Fratelli d'Italia in cui si parla esplicitamente di "sterilizzazione delle entrate dello Stato da imposte su energie e carburanti, e automatica riduzione di Iva e accise". Critiche a cui la presidente del Consiglio controreplica sempre via social con un post: "Significa che se hai maggiori entrate dall'aumento dei prezzi del carburante le utilizzi per abbassare le tasse. Ma noi non avevamo maggiori entrate, ovviamente. Quindi si tratta di un impegno molto diverso dal 'taglieremo le accise'. Obiettivo che continuiamo a condividere e sul quale lavoreremo, ma impegno che nell'attuale contesto non potevamo prenderci", scrive.

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