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Giovedì, 19 Maggio 2022
Politica

Rifiuti: nuova disciplina garantisce economia circolare e riuso

Disegno di legge approvato dal Consiglio regionale a Trieste su "Disciplina organica della gestione dei rifiuti e principi di economia circolare"

«Con la nuova disciplina sulla gestione dei rifiuti abbiamo colto con coraggio la sfida dei tempi moderni che che chiama a scelte nuove nei nostri modelli produttivi e sociali in cui i rifiuti diventano risorse grazie a modelli di riuso e l'innalzamento della qualità degli scarti stessi».

A dirlo è la consigliera regionale del Pd, Chiara Da Giau, relatrice di maggioranza del disegno di legge 224 “Disciplina organica della gestione dei rifiuti e principi di economia circolare”, oggi al vaglio del Consiglio Regionale.

«La realta? odierna ci consegna, rispetto a 30 anni fa, un contesto in cui sono cambiate le normative comunitarie e nazionali, le acquisizioni scientifiche, le tecnologie, i modelli produttivi, gli stili di vita e di consumo, le parole d’ordine attraverso le quali i decisori politici e amministrativi sono chiamati a pensare e pianificare futuro e qualita? della vita dei propri cittadini. Una di queste è proprio economia circolare».

Nel suo intervento in Aula, Da Giau ha sottolineato come «grazie al dibattito e le audizioni in Commissione sono stati inseriti due aspetti significativi: l'introduzione del forum dell'economia circolare e l'impegno contro lo spreco alimentare e farmaceutico. Il primo è lo spazio di confronto in cui, in un contesto di responsabilità condivisa, categorie produttive, associazioni e istituzioni potranno definire il modello regionale di economia regionale dando precisi indirizzi alla Regione. Codificando in legge l'impegno contro lo spreco alimentare e farmaceutico si è voluto invece riconoscere e mettere a sistema il valore delle buone prassi già avviate da volontari, associazioni e istituzioni locali che testimoniano come cresca nella nostra regione un modello di rapporti di comunità efficace per affrontare questi tempi nuovi».

Infine, conclude Da Giau, «spiace che il M5s, pronto a fare bandiera identitaria di alcuni temi ambientalie e di democrazia partecipata, abbia votato contro, insieme alla legge, anche a queste inziative, dimostrando ancora una volta che il loro massimalismo non sta al servizio dei cittadini ma della sola propria visibilità».

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