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Palazzo ex Upim: il Movimento 5 Stelle vuole chiarezza sul restauro

I dubbi di Paolo Perozzo, capogruppo grillino a Palazzo D'Aronco, si concentrano su altezza dell'edificio e accesso al parcheggio che verà realizzato. Il Comune non ha ancora ricevuto un progetto

Il restauro del palazzo ex Upim, di proprietà del gruppo Rizzani De Eccher, finisce al centro del dibattito politico cittadino. A lanciare la proposta di "chiarezza" sulla questione è il Movimento 5 stelle. Secondo quanto riferito dal Messaggero Veneto c'è bisogno di sapere quali vincoli dovrà sottostare la proprietà per ottenere il via libera al restauro visto che la prima proposta presentata dall’archistar, Raphael Moneo, è già stata bocciata dalla Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici perché «troppo impattante».

Le intenzioni grilline sono state rivelate al quotidiano udinese dal capogruppo a Palazzo D'Aronco Paolo Perozzo: "Il mio obiettivo è favorire l’individuazione di soluzioni in un dialogo allargato, senza polemiche o strumentalizzazioni.

Le questioni scottanti riguardano l’altezza del nuovo edificio e gli accessi al parcheggio sotterraneo della struttura. Il Piano regolatore della città tutela quel sito con una Scheda norma che, riprendendo il vincolo del ministero ai beni culturali e la riserva presentata dalla Regione in sede di approvazione del documento urbanistico, impedisce di salire in altezza oltre palazzo D’Aronco.

Altra questione quella del parcheggio sotterraneo, su cui Perozzo ha dichiarato al Messaggero: "Nel caso di costruzione di ulteriori piani interrati a uso parcheggio di pertinenza delle unità immobiliari dell’edificio, il progetto dovrà definire l’accessibilità veicolare ai parcheggi interrati dell’edificio senza aggravi di incremento di traffico nella zona pedonale».

Si parla adirittura di un’alternativa che prevede la costruzione di un tunnel sotterrano che da piazza Duomo potrebbe arrivare sotto il palazzo ex Upim: «Costruire un tunnel sotterraneo non è un’operazione indifferente, prima di autorizzarla bisogna valutare se inciderà sull’equilibrio dei palazzi storici presenti nella zona». Insomma l’appello resta quello di verificare i pro e i contro del progetto anche se a palazzo D’Aronco l’elaborato non è ancora stato presentato.

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