La comunità linguistica friulana scrive al governo

Richiesta l'istituzione di un tavolo di confronto per definire i contenuti della prossima Convenzione, in attuazione della legge 482/99, per la definizione della convenzione sulle trasmissioni radiotelevisive in friulano

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

In allegato si riportano per sintesi i contenuti della lettera dell'Assemblea di Comunità Linguistica Friulana indirizzata al Sottosegretario all'Editoria, Andrea Martella, ai vertici nazionali e regionali della RAI e ai vertici istituzionali della Regione Friuli - Venezia Giulia con l'obiettivo di sensibilizzare i tre protagonisti affinché si definiscano i contenuti della futura convenzione Stato / Rai sul friulano in radio e televisione. In particolare si richiede di valutare e trovare il percorso per:

- introdurre il friulano nelle trasmissioni televisive di Rai3;

- ampliare le trasmissioni radiofoniche in friulano;

- utilizzare il friulano durante i telegiornali e i radiogiornali riguardanti la Regione Friuli - Venezia Giulia;

- individuare in accordo con gli enti locali interessati una sede adeguata a Udine per le trasmissioni della RAI;

La prima previsione, all'interno del contratto di servizio, di una apposita norma sulle trasmissioni in lingua friulana, si deve al Contratto di servizio 2010-2012, che ha permesso di superare l’impasse del passato. Con tale contratto il friulano è entrato, infatti, insieme a tedesco, francese, ladino e sloveno, a pieno diritto fra le lingue esplicitamente tutelate con uno stanziamento dello Stato di 200.000 euro annui. La medesima disposizione è stata inserita anche nel Contratto di servizio 2013-2015 (poi prorogato sino a tutto il 2017). Un notevole passo avanti è stato fatto col più recente Contratto di servizio 2018-2022. Il contratto di servizio in vigore prevede quindi già l’obbligo di garantire la produzione e distribuzione di trasmissioni radiofoniche e televisive in lingua friulana. È evidente che allo stato attuale le citate disposizioni sono parzialmente attuate per la parte radiofonica mentre sono del tutto inattuate per quanto riguarda la produzione e distribuzione di trasmissioni televisive in lingua friulana. Tale inosservanza emerge in maniera evidente dal testo della precedente Convenzione – rinnovata fino al 29 aprile 2020 e in merito alla quale l’ Assemblea di Comunità Linguistica Friulana si era attivata con una lettera sottoscritta da 76 sindaci del Friuli – Venezia Giulia – in cui non si trova traccia delle trasmissioni televisive in friulano. Inoltre, si ritiene utile approfittare dell’adozione di una nuova convenzione per dare un ruolo maggiormente attivo alla Regione Friuli – Venezia Giulia, da sempre sensibile e attiva sul fronte delle minoranze linguistiche regionali e sulla tutela dell’identità della minoranza italiana in Istria. A tale proposito, si propone di prende spunto da quanto previsto nella convenzione già stipulata tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Provincia autonoma di Bolzano (per la trasmissione di programmi radiofonici e televisivi in lingua tedesca e ladina nella Provincia autonoma di Bolzano). Infatti, la Provincia sudtirolese presenta una situazione di pluralismo e diversità culturale e linguistica che vede coesistere tre lingue differenti (italiano, tedesco e ladino), similmente a quanto accade nella nostra regione, dove coesistono italiano, sloveno e friulano. Concludendo, si ritiene opportuno formulare la richiesta di attivazione urgente del tavolo RAI / Regione Friuli – Venezia Giulia per la concertazione e l’individuazione dei principali contenuti della nuova Convenzione ai sensi del Contratto di Servizio 2018 – 2022. A tale tavolo proponiamo di valutare le seguenti evidenze e proposte: 1) Diversamente dalla precedente Convenzione, tenendo conto delle sostanziali differenze esistenti a livello socio-culturale, storico, politico ed economico tra la Regione autonoma Valle d’Aosta e la Regione autonoma Friuli – Venezia Giulia, prevedere una convenzione che si riferisca solamente alla Regione Friuli – Venezia Giulia, dando alla Regione più peso e un ruolo specifico (come avviene nel caso del Trentino – Alto Adige) nella fase attuativa della stessa. 2) Implementare la programmazione radiofonica e introdurre quella televisiva in lingua friulana con prodotti dedicati a varie fasce d’età iniziando dai cartoni animanti, anche alla luce degli accordi ARLeF – RAI, tenendo conto delle produzioni del costituendo teatro stabile in friulano come della possibilità di realizzare documentari e riprese di eventi già presenti nella Regione Friuli – Venezia Giulia. 3) TGF: Sperimentare l’introduzione di due servizi in lingua friulana durante o a conclusione dei telegiornali radiofonici e televisivi alla luce della presenza, nella testata giornalistica di professionisti, che parlano quotidianamente la lingua friulana assegnandoli al nucleo di Udine. Tale proposta sarebbe attuabile immediatamente e senza costi e comunque, laddove fossero attivate delle selezioni per giornalisti, prevedere che come requisito per i candidati del Friuli – Venezia Giulia ci sia la conoscenza della lingua friulana. 4) Valutare, alla luce della riforma degli enti locali e degli immobili di proprietà della Regione Friuli – Venezia Giulia, di individuare una nuova sede, sia per la redazione sia per la programmazione e la produzione, a Udine che sia adeguata per dimensioni alla sua attività e non come attualmente sta accadendo. 5) È essenziale che quanto prodotto dalla sede FVG sia reso disponibile anche su piattaforma Raiplay, in streaming e podcast. Dal punto di vista pratico, in ragione di quanto proposto, si abbozzano le seguenti richieste migliorative, da considerarsi un primo e vero passo in avanti nella reale attuazione delle normative in vigore: 1. Passare dalle attuali 90 ore annuali di programmazione radiofonica in lingua friulana a 150 ore, mantenendo le attuali 90 ore per le trasmissioni dedicate all’approfondimento aggiungendo ulteriori 60 ore per poter realizzare un nuovo GR quotidiano in marilenghe di 10’ a integrazione di quanto già proposto per il tradizionale GR in italiano. 2. Inserire 90 ore di trasmissioni televisive in lingua friulana, di cui 61 ore per cartoni animati doppiati in lingua friulana (su cartoni animati sui quali la RAI già dispone dei diritti) e 26 ore per una trasmissione televisiva settimanale in media di 30’. Da un punto di vista economico, al momento non è chiaro come siano utilizzati 11.800.000 euro annui garantiti dallo Stato alla RAI e allocati dalle direzioni centrali di Roma per l’attuale convenzione, si chiede una rendicontazione dettagliata dei costi per comprendere se vi siano spazi per garantire una adeguata copertura finanziaria a quanto proposto e se così non fosse di ottenere maggiori stanziamenti da parte del Governo per attuare un primo passo di equiparazione in termini orari tra le trasmissioni in lingua Slovena (senza nulla togliere di quanto attuato finora) e la lingua Friulana.

Preg.mi, la prima previsione, all’interno del contratto di servizio, di una apposita norma sulle trasmissioni in lingua friulana, si deve al Contratto di servizio 2010-2012, che ha permesso di superare l’impasse del passato. Con tale contratto il friulano è entrato, infatti, insieme a tedesco, francese, ladino e sloveno, a pieno diritto fra le lingue esplicitamente tutelate con uno stanziamento dello Stato di 200.000 euro annui. La medesima disposizione è stata inserita anche nel Contratto di servizio 2013-2015 (poi prorogato sino a tutto il 2017). Un notevole passo avanti è stato fatto col più recente Contratto di servizio 2018-2022. L’articolo 25, comma 1, lettera k), prevede, infatti, che: “La Rai – in coerenza con quanto previsto dall’art. 3, comma 1, lettera g) della Convenzione – è tenuta a garantire la produzione e distribuzione di trasmissioni radiofoniche e televisive, nonché di contenuti audiovisivi, in lingua tedesca e ladina per la provincia autonoma di Bolzano, in lingua ladina per la provincia autonoma di Trento, in lingua sarda per la regione autonoma Sardegna, in lingua francese per la regione autonoma Valle d’Aosta e in lingua friulana e slovena per la regione autonoma Friuli – Venezia Giulia. Per le Regioni Friuli – Venezia Giulia e Valle d’Aosta e per le province Autonome di Trento e di Bolzano sono rinnovate, entro tre mesi, le convenzioni attualmente in essere tra la Presidenza del Consiglio dei ministri e la Rai, come previsto dalla legge 14 aprile 1975, n. 103 e successive modifiche ed integrazioni. La Rai è tenuta a presentare al Ministero per le determinazioni di competenza, entro sei mesi dalla data di pubblicazione del presente Contratto nella Gazzetta Ufficiale, un progetto operativo concordato con le regioni interessate ai fini della stipulazione delle relative convenzioni, fatte salve le convenzioni di cui al secondo periodo, per assicurare l’applicazione delle disposizioni finalizzate alla tutela delle lingue di cui alla legge 15 dicembre 1999, n. 482, tenendo conto, più in particolare, dei seguenti criteri: i) differenziazione delle esigenze in funzione delle rispettive aree di appartenenza; ii) necessità di perseguire obiettivi di efficacia ed efficienza; iii) caratteristiche delle diverse piattaforme di distribuzione con riguardo ai target da conseguire”. Il contratto di servizio in vigore prevede quindi già l’obbligo di garantire la produzione e distribuzione di trasmissioni radiofoniche e televisive in lingua friulana. È evidente che allo stato attuale le citate disposizioni sono parzialmente attuate per la parte radiofonica mentre sono del tutto inattuate per quanto riguarda la produzione e distribuzione di trasmissioni televisive in lingua friulana. Tale inosservanza emerge in maniera evidente dal testo della precedente Convenzione (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 dicembre 2017 inerente alla “Approvazione della convenzione stipulata tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per l'informazione e Rai Com S.p.a. per la trasmissione di programmi radiofonici e televisivi in lingua francese nella Regione Valle d'Aosta e di programmi radiofonici e televisivi in lingua slovena nonché radiofonici in lingua italiana e friulana nella Regione Friuli – Venezia Giulia”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 61 del 14 marzo 2018) – rinnovata fino al 29 aprile 2020 e in merito alla quale l’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana si era attivata con una lettera sottoscritta da 76 sindaci del Friuli – Venezia Giulia – in cui non si trova traccia delle trasmissioni televisive in friulano. Inoltre, si ritiene utile approfittare dell’adozione di una nuova convenzione per dare un ruolo maggiormente attivo alla Regione Friuli – Venezia Giulia, da sempre sensibile e attiva sul fronte delle minoranze linguistiche regionali e sulla tutela dell’identità della minoranza italiana in Istria. A tale proposito, si propone di prende spunto da quanto previsto nella convenzione già stipulata tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Provincia autonoma di Bolzano (per la trasmissione di programmi radiofonici e televisivi in lingua tedesca e ladina nella Provincia autonoma di Bolzano). Infatti, la Provincia sudtirolese presenta una situazione di pluralismo e diversità culturale e linguistica che vede coesistere tre lingue differenti (italiano, tedesco e ladino), similmente a quanto accade nella nostra regione, dove coesistono italiano, sloveno e friulano. Una delle principali differenze esistenti tra le due convenzioni consiste nel fatto che la convenzione riguardante la Provincia autonoma di Bolzano vede un impegno diretto dell’ente provinciale (tra i firmatari della convenzione), mentre nella convenzione riguardante il Friuli – Venezia Giulia non c’è una partecipazione dell’ente regione quale parte direttamente interessata. È necessario quindi dare più peso alla nostra Regione in fase di programmazione e di controllo della Convenzione attuativa del Contratto di Servizio. Concludendo, si ritiene opportuno formulare la richiesta di attivazione urgente del tavolo RAI / Regione Friuli – Venezia Giulia per la concertazione e l’individuazione dei principali contenuti della nuova Convenzione ai sensi del Contratto di Servizio 2018 – 2022. A tale tavolo proponiamo di valutare le seguenti evidenze e proposte: 1) Diversamente dalla precedente Convenzione, tenendo conto delle sostanziali differenze esistenti a livello socio-culturale, storico, politico ed economico tra la Regione autonoma Valle d’Aosta e la Regione autonoma Friuli – Venezia Giulia, prevedere una convenzione che si riferisca solamente alla Regione Friuli – Venezia Giulia, dando alla Regione più peso e un ruolo specifico (come avviene nel caso del Trentino – Alto Adige) nella fase attuativa della stessa. 2) Implementare la programmazione radiofonica e introdurre quella televisiva in lingua friulana con prodotti dedicati a varie fasce d’età iniziando dai cartoni animanti, anche alla luce degli accordi ARLeF – RAI, tenendo conto delle produzioni del costituendo teatro stabile in friulano come della possibilità di realizzare documentari e riprese di eventi già presenti nella Regione Friuli – Venezia Giulia. 3) Sperimentare l’introduzione di due servizi in lingua friulana durante o a conclusione dei telegiornali radiofonici e televisivi alla luce della presenza, nella testata giornalistica di professionisti, che parlano quotidianamente la lingua friulana assegnandoli al nucleo di Udine. Tale proposta sarebbe attuabile immediatamente e senza costi e comunque, laddove fossero attivate delle selezioni per giornalisti, prevedere che come requisito per i candidati del Friuli – Venezia Giulia ci sia la conoscenza della lingua friulana. 4) Valutare, alla luce della riforma degli enti locali e degli immobili di proprietà della Regione Friuli – Venezia Giulia, di individuare una nuova sede a Udine sia per la redazione sia per la programmazione e la produzione che sia adeguata per dimensioni alla sua attività e non come attualmente sta accadendo. 5) È essenziale che quanto prodotto dalla sede FVG sia reso disponibile anche su piattaforma Raiplay, in streaming e podcast. Dal punto di vista pratico, in ragione di quanto proposto, si abbozzano le seguenti richieste migliorative, da considerarsi un primo e vero passo in avanti nella reale attuazione delle normative in vigore: 1. Passare dalle attuali 90 ore annuali di programmazione radiofonica in lingua friulana a 150 ore, mantenendo le attuali 90 ore annuali per le trasmissioni dedicate all’approfondimento aggiungendo ulteriori 60 ore annuali per poter realizzare un nuovo GR quotidiano in marilenghe di 10’ a integrazione di quanto già proposto per il tradizionale GR in italiano. 2. Inserire 90 ore di trasmissioni televisive in lingua friulana, di cui 61 ore per cartoni animati doppiati in lingua friulana (su cartoni animati sui quali la RAI già dispone dei diritti) e 26 ore per una trasmissione televisiva settimanale in media di 30’. Da un punto di vista economico, al momento non è chiaro come siano utilizzati 11.800.000 euro annui garantiti dallo Stato alla RAI e allocati dalle direzioni centrali di Roma per l’attuale convenzione, si chiede una rendicontazione dettagliata dei costi per comprendere se vi siano spazi per garantire una adeguata copertura finanziaria a quanto proposto e se così non fosse di ottenere maggiori stanziamenti da parte del Governo per attuare un primo passo di equiparazione in termini orari tra le trasmissioni in lingua Slovena (senza nulla togliere di quanto attuato finora) e la lingua Friulana. Nella speranza di un favorevole accoglimento e in attesa di un cortese cenno di riscontro, si porgono cordiali saluti.

Il presidente

Markus Maurmair

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