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Beppe Grillo fa il pienone in piazza Venerio: “Siete una regione a cinque stelle"

Ultima tappa del tour di Grillo, proprio mentre arriva la notizia delle dimissioni di Bersani: "A casa", urlano migliaia di udinesi. Il comico parla di lavoro, casa, politica e tasse. "Adesso è il momento della resa dei conti"

Proprio mentre Beppe Grillo conclude la sua ultima tappa in Friuli Venezia Giulia, quella che lui definisce “una regione a cinque stelle”, arriva la notizia delle dimissioni di Pierluigi Bersani (Pd). E così la piazza urla “A casa, a casa!”. Un finale scoppiettante quello del tour di Beppe Grillo, per sostenere il candidato Saverio Galluccio. “Ho urlato in tutto il Friuli Venezia Giulia – ha detto appensa salito sul palco di piazza Venerio - ho visto gente piangere e gente disperata. Ora è il momento di voltare pagina. Siamo in mezzo alla più grande rivoluzione culturale. Adesso è arrivato il momento della resa dei conti, dovete smetterla di chiamarci Grillini, siamo la prima forza politica del Paese, siamo noi che dobbiamo avere la fiducia. La gente adesso ha bisogno di un rappresentante non di discorsi e la scelta è facile: Rodotà. Ho chiesto a Bersani perché non hanno votato una persona apprezzata dagli italiani e non mi ha risposto, perché devono comunque trovare qualcuno che tuteli i loro interessi”.

Davanti a migliaia di persone, difficile dire quante, Beppe Grillo ha ribadito le sue proposte per l'Italia. “Le buone idee non sono né di destra  – ha detto – né di sinistra. Noi siamo al 57° posto per la libertà di stampa, non si può avere un'informazione normale? E' possibile che un comico debba denunciare gli scandali prima dei giornalisti? Vogliamo una Bbc pagata da noi, senza politica e senza pubblicità”. Poi Grillo ha affrontato l'emergenza lavoro: “La popolazione in 50 anni è raddoppiata, ma il lavoro no – ha spiegato – bisogna pensare all'imposta negativa sul reddito, per chi prende meno di 1.200 euro, alle borse di studio civili, per chi ha le idee ma non i soldi per brevetterle e al tempo: poco lavoro, pagato bene, per vivere!”. Anche la casa è un'emergenza. “Ci sono un milione e mezzo di persone che non hanno la casa – ha aggiunto – perché non possono chiedere il mutuo e 2 milioni di mezzo di case che stanno marcendo”. E ancora: “L'Iva si paga quando la incassi, la burocrazia ha sostituito la democrazia, ormai hai paura della cassetta delle lettere”. Il futuro è la rete: “la rete è lavoro, voi avete una regione bellissima, con internet si può far conoscere il Friuli Venezia Giulia nel mondo!”.

Alla fine arriva l'annuncio delle dimissioni di Bersani, urlato dal comico alla folla, che risponde ancora con "a casa, a casa".

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