Dopo Leonardo la Regione guarda ancora più indietro nel tempo celebrando il Patriarcato

L'idea dell'assessore Gibelli è di riferire i prossimi progetti ai 600 anni dalla fine dello Stato aquileiese

Non sarà sfuggita a nessuno l'ondata di interesse del mondo della cultura friulano intorno alla figura di Leonardo da Vinci. Non illudetevi, non è che improvvisamente i friulani abbiano capito la rilevanza del suo genio, molto più semplicemente (o, per i più maligni, molto più venalmente) l'ultimo bando cultura della Regione Fvg era vincolato all'inserimento di un riferimento ai 500 dalla morte di da Vinci. E così tutti i soggetti, dal primo all'ultimo, pur di vedere finanziati i loro progetti - che fossero appena nati o in piedi ormai da anni con la loro identità ben precisa - hanno dovuto inventarsi uno specifico riferimento a Leonardo.

Il nuovo bando

L'ironia e la difficoltà non si sono sprecate negli ultimi mesi ma l'assessore regionale alla cultura Tiziana Gibellini ha pensato che quella delle ricorrenze storiche doveva essere una giusta strada da percorrere per l'assegnazione dei finanziamenti. Così, dopo un giro di consultazioni tra i vari operatori (uffici cultura dei Comuni, enti e associazioni), attraverso il quale ha richiesto un parere su quale potesse essere un nuovo tema oggetto di bando, pare che l'oggetto sia stato identificato. "Vi chiediamo di fornirci indicazioni utili ad individuare le tematicità che potrebbero essere valorizzate nel contesto dei prossimi avvisi pubblici in materia di attività culturali", recitava la lettera inviata. In buona sostanza, l'assessore ha chiesto aiuto agli stessi operatori culturali che poi dovranno partecipare al bando e, tra tutte le suggesioni pervenute, ne ha scelta solo una. C'è da chiedersi come la prenderanno quelli che hanno mandato i loro consigli che poi sono stati respinti (un'idea noi ce l'abbiamo, ovvero "male") vedendo favorita l'idea di un altro.

Il nuovo tema

L’Amministrazione regionale, come avvenuto per l’edizione 2019 degli avvisi pubblici indetti per il finanziamento annuale di progetti nei settori delle attività culturali, ha così proposto anche per l’annualità 2020 una tematicità specifica a cui ricollegare una quota dei punteggi premianti nella griglia degli elementi valutativi degli avvisi pubblici di prossima emanazione afferenti alle attività culturali. Pare dunque che, tra le diverse segnalazioni pervenute a seguito della richiesta di collaborazione, una delle più ricorrenti sia stata quella relativa al 600° anniversario della caduta, per mano della Repubblica di Venezia, dello Stato patriarcale di Aquileia.

Si celebra la caduta del Patriarcato

"Il patriarcato di Aquileia fu un'entità politico-religiosa capace di amministrare un territorio vastissimo con al centro l'odierno Friuli ma che si estese sino a ben oltre i confini regionali (Istria, Cadore, Carinzia, Stiria e buona parte dell’attuale Slovenia), e che ha permesso una coesione di popoli e di etnie diverse, e sviluppato e mescolato le tre maggiori culture presenti nel suo territorio, quella tedesca, slovena e ladina, incentivando al contempo i commerci, la bonifica dei territori e il benessere della popolazione. Per la molteplicità di spunti di riflessione storica e artistica, ma anche scientifica, economica e linguistica, la tematicità prescelta appare idonea alla costruzione di progetti culturali che rispecchino e valorizzino l’identità della Regione".

Le reazioni

A caldo, le prime reazioni del mondo della cultura friulano non paiono essere entusiaste. Tra chi ritiene il tema troppo specifico per essere usato in tutti i campi coinvolti, spicca la posizione dell'Assemblea di comunità Linguistica Friulana, Markus Maurmair, che teme la celebrazione della mentalità che vede i friulani "sotans", più che "popolo autonomo".

"Lo scorso anno, la direzione adottata di individuare un tema portante per i bandi ha destato più di qualche critica, soprattutto, quando si è appreso della centralità della figura di Leonardo Da Vinci, diciamo che poco ha avuto a che fare con il Friuli, e che è stato giustificato con la grande portata nazionale e sovranazionale che avrebbe comportato la proliferazione di festival ed eventi culturali collegati al genio indiscusso del ‘500 italiano. Quest’anno si è fatta una scelta diametralmente opposta.

Infatti, la decisione che per il 2020 sono state prese in considerazione alcune segnalazioni che hanno evidenziato la ricorrenza intima, forse quella più intima, per il Popolo Friulano cioè la fine del Patriarcato di Aquileia può essere colta come una grande opportunità. Nessuno può dimenticare che stiamo parlando di un momento triste per l’intero Friuli con il conseguente avvio della dominazione veneta nei territori oltre la Livenza.

Di fatto il 1420 coincide con la fine di un’epoca aurea per il Friuli e corrisponde, purtroppo, con l’inizio di una lunghissima fase storica in cui Venezia ha depredato i nostri territori di persone e di beni.

La scelta dell’assessore Tiziana Gibelli è sicuramente una sfida e mi auguro che sarà colta in termini positivi e propositivi. Cioè che sia analizzata e celebrata di più la ricchezza dell’esperienza del Patriarcato, della sua autonomia e della capacità di interpretare in modo partecipativo, con il suo parlamento, il più antico d'Europa, la gestione di territori che si estendevano per una parte significativa del Centro Europa. Tanti valori e principi da contrapporre alla conduzione veneta che ha incarnato nel tempo nella mentalità friulana un termine, quello di “sotans”, che sarebbe sempre ora di toglierci dalla testa rivendicando una reale autonomia rispetto i gioghi del potere centrale, almeno finché ne abbiamo l’opportunità, visto il regime di Regione a Statuto Speciale di cui godiamo".

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