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Colautti: «Serrachiani lascia la Regione per Roma dopo aver ottenuto esiti negativi su tutte le riforme»

«Il saldo negativo frutto di scelte a senso unico senza ascoltare il parere autorevole delle opposizioni. Autovie Venete ne è l'esempio più lampante»  

“La governatrice Serracchiani si appresta a lasciare la Regione per Roma dopo aver ottenuto esiti negativi su tutte le riforme che sono state la sua bandiera per cinque anni”. Lo sostiene il consigliere regionale Alessandro Colautti, autore di una interrogazione urgente su quella che ritiene “l'ultima iniziativa negativa della presidente”, ovvero “la nuova società a capitale pubblico che sostituirà Autovie Venete: Autostrade Alto Adriatico”.

L'attacco

“Il fallimento delle riforme targate Serracchiani ha un testimone eccellente – spiega Colautti –. Si tratta dello stesso vice presidente Sergio Bolzonello che in piena campagna elettorale riconosce la necessità di un'ampia revisione delle riforme strutturali più importanti dell'esecutivo in scadenza, ovvero Uti e sanità. Al di là del paradosso che lo vede abiurare alle stesse leggi che ha votato e quindi condiviso, Bolzonello sostiene ciò che per anni le opposizioni, non sempre faziose ma spesso competenti e collaborative, avevano suggerito a Serracchiani”.

Le colpe

La colpa principale della governatrice, secondo Colautti, è proprio questa. “Nella sua presunzione Serracchiani non ha mai voluto “sfruttare” l'opposizione, che spesso non ha ragionato per slogan ma cercando il bene comune, entrando nel merito, cercando di proporre modifiche ragionate e responsabili".

Autovie

Il caso di Autovie Venete, che presto diventerà Autostrade Alto Adriatico, lo certifica per l'ennesima volta. Dice Colautti: “La scelta di formare una nuova società in-house per evitare la gara europea è stata presa ormai due anni fa. Da noi condivisa. Io mi ero permesso di sostenere la tesi della liquidazione dei soci privati con risorse della del bilancio e mantenere la società in capo alla sola Regione Fvg. Si è scelta la strada del coinvolgimento di Anas, che avrebbe portato nuova liquidità ma anche privato la società della sua autonomia. Ora Anas sparisce all'orizzonte e al posto della tanto sbandierata scelta strategica si prevede il coinvolgimento della Regione Veneto. Contestualmente i privati andranno comunque liquidati, pena l'incombente gara europea. L'ennesimo capolavoro politico di Serracchiani: perso tempo, si riparte dal via e un terzo del capitale sociale è del Veneto. Domanda: qual è la nuova strategia?

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