Teatro, la compagnia dei Guitti in scena a Reana

In prima assoluta torna in scena, sabato 12 dicembre alle 20.45 e domenica 13 alle 18 presso l’Auditorium Mons. Pigani di Remugnano, la Compagnia dei Guitti con il nuovo spettacolo “Busis, mateçs e matarans” (ingresso 10 euro); sul palco, a compartecipare all'azione drammatica saranno chiamati anche i musici. In occasione dello spettacolo, sostenuto dall'assessorato alla cultura dell'amministrazione comunale di Reana del Rojale e da Credifriuli, acquistando manufatti e gadget si potrà contribuire ai progetti di Hattiva Lab onlus; il ricavato verrà devoluto a favore di persone con disabilità e bambini con disturbi evolutivi specifici seguiti dalla coop.sociale. 

L’idea nasce da due sceneggiature, Polente e Formadi e Brovade e Muset, stese dalla giovane scrittrice Francesca Cattarossi. I due testi, che stanno all’origine di due cortometraggi realizzati con alcuni studenti del Liceo Classico Stellini di Udine, sono stati scomposti e riscritti sul palcoscenico attraverso la tecnica dell’improvvisazione dagli attori della Compagnia dei Guitti. Samuele Cattarossi ha ristrutturato l’originale sceneggiatura in una drammaturgia con spazi, tempi e ritmi più adatti ai codici teatrali. La regia di Sabine Cattarossi, infine, operando scelte stilistiche ed interpretative inaspettate, ha cesellato l’opera nell’intento di proporre una versione surreale e grottesca con ampio spazio lasciato alla creatività degli attori, il cui motto è divertirsi per far divertire. A rendere il tutto più brillante, le musiche arrangiate da Andrea Bassi e Redi Scarbolo, i costumi disegnati da Claudia Franzot e la scenografia firmata da Ivan Tosolini. Il pretesto: il formaggio da solo non è tanto appetibile quanto accompagnato con la polenta, tanto più le rape macerate nella vinaccia se non sono affiancate al cotechino.

Queste sono le metafore di partenza su cui ruotano le vicende narrate nella pièce. Gli affetti familiari, se coltivati nel solco di una rustica semplicità, si amalgamo in sublime bontà anche dove apparentemente e singolarmente sembrano incompatibili. La pièce di matrice popolare offre solo un pretesto agli attori per avventurarsi in una variante di teatro assurdo e surreale, al fine di esplorare quanto più possibile il continente infinito della comicità. Per questo, attori e spettatori dovranno condividere le regole di un gioco portato alle estreme conseguenze altrimenti, senza andare sulla Luna, vivranno l’esperienza del vuoto assoluto. Una sequenza di esilaranti, assurde e paradossali situazioni (mateçs), grotteschi personaggi (matarans) e improvvisi vuoti di senso (busis) sono i condimenti di una messa in scena iperbolica in cui le regole del teatro tradizionale vengono disattese e i riferimenti spazio-temporali ridefiniti dalla pura fantasia.


 

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