5° Concerto Stagione Sinfonica 2017: Alessandro Cadario dirige Taralli e Carl Orff

  • Dove
    Teatro Verdi di Trieste e di Pordenone
    Indirizzo non disponibile
  • Quando
    Dal 20/10/2017 al 22/10/2017
    venerdì 20 ottobre alle 20.30 e sabato 21 ottobre alle 18.00 a Trieste | domenica 22 ottobre alle 20.45 a Pordenone
  • Prezzo
    Prezzo non disponibile
  • Altre Informazioni

Canta sacra Psalmus pro humana regeneratione di Marco Taralli, prima esecuzione assoluta, Carmina Burana di Carl Orff. 

Trieste, Teatro Verdi, venerdì 20 ottobre, 20.30 e sabato 21 ottobre, 18.00
Pordenone, Teatro Comunale Giuseppe Verdi, domenica 22 ottobre, 20.45

Venerdì 20 ottobre (con replica sabato 21), il Teatro Verdi di Trieste accoglierà la prima esecuzione assoluta della cantata sacra Psalmus pro humana regeneratione per soprano, controtenore, baritono, coro, coro di voci bianche e orchestra, su testo tratto dai Vangeli, dai Salmi, da diverse Lettere agli Apostoli, e infine dall’Apocalisse (elaborazione originale di Don Thompson).

La partitura, commissionata dalla stessa Fondazione Teatro Verdi, è firmata da Marco Taralli, compositore italiano presente con cadenza quasi annuale nel cartellone del Teatro Verdi dal 2012 (con Viola aurata, su testo di Fabio Ceresa, nel dicembre 2016 e Foolish Wives nel luglio 2015), le cui ultime opere liriche sono state salutate con grande successo, di pubblico e di critica, dal pubblico del Teatro Coccia di Novara (La Rivale, 2017), del Teatro Moriconi di Jesi per la Fondazione Spontini (Cantata Per la ricuperata salute d’Ofelia, del 2017, da frammenti originali di Mozart e di Salieri), del Festival della Valle d’Itria (Nûr, 2012), tra gli altri.

Marco Taralli non è alla sua prima esperienza con il genere sacro, che ritiene particolarmente affine a quella che definisce la sua “lingua espressiva”, in quanto compositore, e per cui dichiara di aver sempre avuto un particolare interesse, in tutti i suoi aspetti e con i dovuti distinguo tra “sacro” e propriamente “religioso”. Con alle spalle la scrittura di due Stabat Mater, un Requiem e un Dies Irae, Taralli definisce questa cantata un importante banco di prova ai fini di un suo prossimo traguardo: la composizione di una grande Messa.

“Nel comporre questa cantata, spiega Taralli, ho di volta in volta assecondato la natura meditativa e riflessiva di una determinata parte del testo, o viceversa usato la musica per “descriverne” in termini musicali il significato emotivo più immediato. Tra questi due estremi, mi si è aperta un'infinita gamma di possibilità, che solo un testo sacro ti permette di esplorare. E in questo senso, ritengo che un testo Sacro sia molto più versatile di un libretto d'opera. Il punto centrale, nel comporre per il “sacro”, resta sempre l’uso del Coro, il suono e la versatilità del quale ti permettono davvero di mettere " in scena" gli aspetti più intimi dell'animo umano”.

Il testo della cantata è stato elaborato utilizzando esclusivamente materiale delle Sacre Scritture con, in particolare, un inserto – nella IV parte del testo - di qualche significativo verso tratto dal Cantico delle Creature. Profondo credente, oltre che grande conoscitore di musica, l’autore di tale rielaborazione, lo scrittore statunitense Don Thompson identifica in Papa Francesco “la personificazione di una possibilità per la Chiesa odierna di rinnovarsi”, essendo lui (e non solo) intimamente convinto che essa abbia bisogno di un “radicale ritorno e un recupero dei veri valori cristiani, di cui ogni vero credente dovrebbe farsi portatore”. 

L’imponente lavoro sinfonico-corale è dedicato a Sua Santità Papa Francesco.

Marco Taralli

Psalmus pro humana regeneratione

(2017)

Su di un testo di Don Thompson ispirato alle Sacre Scritture

Edizioni Sconfinarte

BIOGRAFIA

Marco Taralli, nasce a L’Aquila nel 1967.

Nel suo percorso musicale il Conservatorio di L’Aquila riveste un parte importante del periodo giovanile dove consegue il diploma in pianoforte con il massimo dei voti; in suo percorso formativo nell’ambito della composizione si sviluppa a fianco di Sergio Rendine mentre parallelamente approfondisce lo studio della direzione d’orchestra con Gianluigi Gelmetti in Italia e con Erwin Lukacs a Budapest all’Accademia Franz Liszt.

Compositore eclettico e versatile, dal 1992, anno che segna il suo debutto ufficiale quale compositore con il brano Fog eseguito dal gruppo Octandre di Bologna le sue esperienze e i suoi studi lo hanno portato a spaziare tra i più diversi generi e le più diverse forme musicali.

Conosciuto per una serie di fortunati e brillanti lavori sinfonici, di opere e composizioni per il teatro musicale, è commissionato, prodotto ed eseguito dalle più note istituzioni musicali, orchestre, ensemble e solisti nelle maggiori Stagioni e Festival in Italia e all’estero.

Tra le sue ultime più importanti prime esecuzioni assolute, quella dell’opera La rivale, su testo di Alberto Mattioli, al Teatro Coccia di Novara, della rielaborazione della cantata Per la recuperata salute di Ofelia  (Commissione Fondazione Pergolesi Spontini) al  Teatro Moriconi di Jesi, da parte de I Virtuosi Italiani, la prima assoluta del suo Concerto per violino e orchestra, da parte dell’Orchestra filarmonica di Monte-Carlo (committente).

Le sue realizzazioni liriche comprendono le musiche per il cine - concerto (eseguite dal vivo in prima assoluta nel giugno 2012 all’Opera di Montecarlo) su immagini del film Foolish Wives di Stroheim, Il vascello incantato, concepito per l’ascolto di un pubblico giovanile (libretto di Fabio Ceresa), ed eseguito in forma di concerto in prima assoluta con il neonato Coro delle voci bianche del Teatro Carlo Felice. 

La sua prima opera lirica, La maschera di Pùnkittititi, su libretto su soggetto di Quirino Conti, ispirato alla Recherche di Proust è del 2007, mentre è del 2012 Nûr, prima commissione assoluta di un’opera contemporanea da parte del Festival della Valle D’Itria.

Il compositore è rappresentato da W.E.C. e le sue musiche sono edite dalle Edizioni Sconfinarte.

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