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@ Fotografia di G. Burello

@ Fotografia di G. Burello

La tecnologia svelerà la Cividale che non si può più vedere

Il progetto Recolor, che rientra nell'ambito dell'Interreg V-A Italia-Croazia 2014-2020, ha lo scopo di rendere visibile e comprensibile ciò che non si può più vedere della antica città

Recolor, progetto che mette a disposizione della cultura la tecnologia all'avanguardia, rientra nell'ambito di Interreg V-A Italia-Croazia 2014-2020 e, più precisamente, su come ravvivare e valorizzare le opere d'arte e i paesaggi dell'Adriatico.

Il meeting

Proprio per parlare di questi temi, Cividale del Friuli, dal pomeriggio del 28 gennaio e per tutto il 29, ospiterà i partner del progetto Interreg “Recolor - Reviving and EnhanCing artwOrks and Landscapes Of the adRiatic”, di cui essa stessa fa parte. Al meeting parteciperanno i delegati della Regione Emilia-Romagna, ma anche dei Comuni di Campobasso, Albona, Zara, e pure di Gal Montefeltro Sviluppo, Università di Bologna - Centro di studi avanzati sul turismo e Università di Sebenico. Oltre ad affrontare questioni di carattere tecnico-organizzativo e ad analizzare e confrontare i dati sul turismo culturale e lo sviluppo, i delegati prenderanno parte a una visita della città, e visiteranno i luoghi dove, nel corso del 2020 e del 2021, sarà realizzata l'iniziativa Recolor.

Il progetto

Recolor, progetto finanziato dall'Asse prioritario 3 del programma Interreg V-A Italia-Croazia, ha uno scopo preciso: “Rendere il patrimonio naturale e culturale strumento per uno sviluppo del territorio sostenibile e maggiormente bilanciato”. Per farlo, gli otto partner coinvolti hanno a disposizione un budget di oltre 2 milioni di euro e 30 mesi di lavoro (dal 1° gennaio 2019 al 30 giugno 2021).

La città

Il Comune di Cividale del Friuli, a cui sono destinati 329 mila euro, si propone di raccontare la trasformazione di alcuni aspetti del suo paesaggio, rendendo visibile, e soprattutto comprensibile, ciò che non è più sotto gli occhi di cittadini e turisti. Per dare un volto a questa “cultura invisibile” si ricorrerà alle tecnologie più innovative, utilizzando tutte le fonti disponibili: iconografiche, monumentali, archeologiche. I tre siti coinvolti nel progetto saranno: il Monastero di Santa Maria in Valle, con il Tempietto Longobardo (bene tutelato dall’Unesco), che costituisce il complesso monumentale più rilevante e visitato della cittadina; il cosiddetto Ipogeo Celtico; la piazza Paolo Diacono, salotto della città e centro della Cividale longobarda.

Il monastero

All’interno del Monastero di Santa Maria sarà allestita una sala multimediale che consentirà di scoprire quali e quante trasformazioni ha subito il sito. Uno spazio attivo, dinamico, accogliente e stimolante, dove poter effettuare una ricognizione esperienziale del paesaggio storico, da vedere, toccare e ascoltare, grazie alla realizzazione di rilievi tridimensionali, ricostruzioni virtuali, realtà aumentata, storytelling.

L'ipogeo

Per l’Ipogeo celtico, un ambiente rupestre, pieno di fascino ma non facilmente accessibile, e la cui origine e funzione non è ancora nota, il progetto prevede, invece, uno studio, un rilievo con laser scanner e una ricostruzione in 3d.

La piazza

La piazza Paolo Diacono, dove in epoca longobarda esisteva la corte ducale, luogo in cui è stata rinvenuta la famosa tomba del cosiddetto Duca Gisulfo, sarà invece oggetto di un’analisi per la ricostruzione degli antichi scenari, e seguirà la produzione di un modello 3d e la realizzazione di un video con la tecnologia immersiva.

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