menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Giulia Daici

Giulia Daici

Giulia Daici si racconta: "Canto in friulano, perchè è la lingua dei miei ricordi"

La cantatutrice di Artegna sarà una delle protagoniste del 'Circolo Acustico' per l'evento 'M'illumino di meno'. Una carriera iniziata da adolescente, tra emozioni e speranze. E su Sanremo svela che...

Un viaggio musicale lungo 18 anni, ricco di sperimentazioni ed entusiasmo: Giulia Daici non ha mai smesso di crederci e oggi, con qualche anno in più (ma sembra sempre una ragazzina) e numerose partecipazioni a prestigiosi festival musicali della Penisola, continua a rinnovarsi con l'energia di sempre.

La sera di San Valentino prenderà parte ad un 'Circolo Acustico' particolare, ovvero una serata a quattro cantautori che si esibiranno a lume di candela, solo con voce e chitarra e senza amplificazione, per l'iniziativa nazionale 'Mi illumino di meno' a favore del risparmio energetico (appuntamento il 14 febbraio alle 20 alla 'Sala Don Silvano' di Cervignano del Friuli con i cantautori Louis Armato, Lucas Pavan e Alberto Valentinuz).
Che esperienza sarà? Lo abbiamo chiesto direttamente all'artista di Artegna:
"È un momento di incontro e di condivisione - racconta -. Come sempre, il 'Circolo Acustico' sarà una preziosa opportunità per condividere suoni, parole ed emozioni non solo con il pubblico presente, ma anche con gli altri artisti".

Diversi musicisti italiani incidono album in inglese, mentre tu, ne tuo ultimo lavoro, hai scelto il friulano: come mai?
"Ho sempre pensato che chi scriva debba farlo nella lingua, o nelle lingue, che gli sono più consone ed in quelle in cui si sente più a suo agio. Ho sperimentato anche io la composizione in lingua inglese ma poi, nonostante mi sia laureata in materia, ho smesso subito perché non riuscivo a sentirla mia. Trovo, invece, la lingua italiana in ottima 'armonia' con quello che cerco di esprimere nei miei testi. Lo stesso succede con quella friulana, legata alle mie origini, alle radici, ai ricordi, agli affetti e alle immagini che, ovunque io possa andare e qualunque possa essere il mio percorso di vita futura, rimarranno sempre impressi nel mio cuore e nella mia mente, come un tatuaggio indelebile sulla pelle".

Ne è la prova la copertina del disco in cui si nota un'aquila impressa sulla tua spalla: che brani ci sono?
"Contiene le canzoni che io ho scritto negli ultimi dieci anni, a partire dal brano più distante nel tempo, 'No tu sês' (composto per mio nonno nel 2002), fino al brano più recente, 'Tal cîl des acuilis', che oltre a dare il titolo all'album mi ha fatto conquistare il secondo posto al 'Festival della Canzone Friulana 2012'.

Sei sempre stata orgogliosa di essere una cantautrice: ma se un artista scrivesse una canzone per te, cosa faresti?
"La musica è sempre stata il mezzo che mi permette di essere veramente me stessa, lo strumento che mi permette di dire chi sono veramente facendo uscire la mia parte più vera. Ho sempre cantato brani miei e non so nemmeno quanto io possa risultare credibile come interprete e quindi come cantante di canzoni che non sono di mia composizione. Però è anche vero che non mi piace escludere le cose a priori, per cui se un autore mi chiedesse di cantare un suo brano, mi sentirei lusingata ed onorata".

A questo punto ci fai un nome?
"In mente ne ho diversi, ma se ne vogliamo farne uno su tutti, credo che in questo momento sceglierei Niccolò Fabi".

Com'è cambiata Giulia Daici dal suo esordio a oggi?
"È sicuramente cresciuta ed è diventata più matura, più sicura di se stessa e più consapevole, sia a livello umano sia quindi anche a livello musicale: dico 'quindi' perché secondo me la crescita dei due livelli dovrebbe progredire parallelamente".

Una fedele compagna di viaggio è sempre stata la tua chitarra: ti 'segue sempre'?
"Sì è ancora lei la mia prima 'testimone ed alleata ed è sempre lei a ricevere in anteprima le mie emozioni in musica"

Tra qualche giorno inizierà il Festival di Sanremo: prima o poi ti vedremo sul palco dell'Ariston?
"Beh è indubbio che questo continui ad essere un mio grande sogno: perfino da bambina giocavo con le mie amiche a far finta di essere sul palco dell'Ariston! Per ora non è ancora successo, ma la speranza è l'ultima a morire".

Cosa stai preparando per questo 2014?
"Porterò a termine nuove canzoni che spero di poter far ascoltare presto in un mio nuovo lavoro discografico".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

È di nuovo zona arancione, ecco cosa succede da oggi

Attualità

Covid, in Fvg 267 nuovi contagi e 12 decessi

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

UdineToday è in caricamento