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Kasabian in concerto a Tarvisio: un'ora e mezza di grandi emozioni

La rock band di Leicester esalta i fan nella qinta tappa del tour italiano, che ha toccato Tarvisio e il Friuli dopo Ferrara, Lucca, Roma e Milano. Ultimo appuntamento questa sera con l'italo scozzese Paolo Nutini

Dopo le inflessioni elleniche del nuovo disco di Vinicio Capossela, andato in scena il 19 luglio, il No Borders Music Festival di Tarvisio si tinge di brit-rock con l’avvento dei Kasabian, band di Leicester tra le più influenti nella nuova ondata inglese. Quattro album all’attivo e un rapporto speciale con l’Italia (il chitarrista Serge Pizzorno indovinate che origini ha), con la data friulana che risulta essere la quinta nel nostro Paese per questo tour estivo, dopo Ferrara, Lucca, Roma e Milano.

La venue viene spostata il giorno prima a causa dei rischi metereologici, vedendo quindi riempirsi il palazzetto dello sport al posto della solita Piazza Unità, ma tutto ciò non compromette l’entusiasmo del pubblico, che accorre in massa nella nuova location per celebrare la band. Ad aprire ci sono i Charlestones, band del luogo con all’attivo una discreta nomea nel panorama indie italico: sono simili (o quasi uguali) ai Kooks, ma il loro set è carino ed efficace, anche se non indimenticabile.

L’attenzione è infatti tutta per Sergio Pizzorno e Tom Meighan, chitarrista e vocalist dei Kasabian, che fanno il loro ingresso sul palco alle 21 e 45 circa. Da lì in avanti è un’escalation di emozioni, con la band che si prodiga in un set identico a quello delle altre date italiane, ripercorrendo tutti i successi che hanno permesso al gruppo di diventare una delle più importanti band inglesi degli anni Zero. Da Days Are Forgotten a Goodbye Kiss, da Club Foot a Shoot The Runner, per una scaletta che spazia in tutti gli album del quartetto (tranne “Empire”, da cui viene scelto un brano solo), per poi sconvolgere i fan con le canzoni tratte dal loro capolavoro “West Ryder Pauper Lunatic Asylum”, cioè Underdog, Where Did All The Love Go?, Take Aim, Fast Fuse, Vlad The Impaler e la splendida chiusura affidata a Fire, forse il loro maggior successo. La band è in forma, i due leader sono come il giorno e la notte: Tom, sotto un fascio luminoso, sempre ammiccante, fa mille smorfie e interagisce continuamente con il pubblico, esibendosi alla fine anche in un curioso balletto e in una serie di “f**k off” riferiti a non si sa bene chi tra gli spettatori.

Serge è sempre all’ombra, altissimo e magrissimo, suona, canta e aizza il pubblico soprattutto dalla sua parte di palco, ma insieme i due di Leicester sono perfetti. Si abbracciano, si parlano, sorridono, il loro è uno show rodato e ormai ripetuto a menadito. E la serata si conclude sulle note dei Beatles, con Tom Meighan che intona She Loves You prima di lasciare lo stage. Bravi, bravissimi i Kasabian, un’ora e mezza di grandi emozioni.

LA SCALETTA DEL CONCERTO

  1. Days Are Forgotten
  2. Shoot the Runner
  3. Velociraptor!
  4. Underdog
  5. Where Did All the Love Go?
  6. Let's Roll Just Like We Used To
  7. Man of Simple Pleasures
  8. I.D.
  9. La Fée Verte
  10. Everybody's Got to Learn Sometime

(The Korgis cover)

  1. Club Foot
  2. Re?Wired
  3. Fast Fuse
  4. Misirlou

(Dick Dale and His Del-Tones cover)

  1. Goodbye Kiss
  2. L.S.F. (Lost Souls Forever)
  3. Encore:
  4. Switchblade Smiles
  5. Vlad the Impaler
  6. Fire

 

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