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Cesareo (foto da Elioelestorietese.it)

Cesareo (foto da Elioelestorietese.it)

Cesareo: «A Udine con buona musica, relax e divertimento»

Il chitarrista degli Elio e le Storie Tese venerdì sera sarà in concerto al Black Stuff con il progetto Four Tiles: «Reinterpreteremo famosi brani con coraggio ed ironia. Chi si aspetta il puro concerto progressive si sbaglia. Infatti rifaremo in versione rock anche molto brani pop, ad esempio canzoni di Kylie Minogue e Britney Spears»

Venerdì sera al Black Stuff suonerà Cesareo, il chitarrista degli Elio e Le Storie Tese, con il progetto Four Tiles. Ci saranno alla batteria Roberto Gualdi ( che ha collaborato, tra gli altri, conLucio Dalla, PFM, Nek e Vecchioni) alla voce e al basso Guido Block ( Papa Winnie, Graham Bonnet, Noize Machine) e all'altra chitarra Sebo Xotta ( Strings24, Utez, Marty Friedman, Andy Timmons). Il musicista ha raccontato diverse cose, parlando di carriera, progetti futuri e amicizie friulane.  

Four Tiles è un progetto che portate in giro da molti anni, puoi spiegare al pubblico udinese le caratteristiche, le dinamiche e lo scopo di questo progetto? 

«In origine questa era una band formata per mostrare gli strumenti forniti dai nostri sponsor nelle varie fiere che si svolgevano in Italia, ma siccome questa cosa avveniva singolarmente e dopo un po’ ci si annoiava, abbiam deciso di mantenere la band ma andare a suonare al di fuori del contesto delle fiere, perché ci volevamo divertire, facendo buona musica. Per venerdì abbiamo selezionato il vasto repertorio del rock: reinterpreteremo famosi brani  con coraggio ed ironia. Chi si aspetta il puro concerto progressive si sbaglia. Infatti rifaremo in versione rock anche molto brani pop, ad esempio canzoni di Kylie Minogue e Britney Spears. Sarà una serata all’insegna della buona musica, del relax  e del divertimento».

Come è stata organizzata la serata, chi ti ha portato a Udine? 

«Sono stato contattato da un mio amico, il vostro grandissimo musicista Gianni Rojatti - con il Black Stuff che ha fatto da supporto all'iniziativa -,  e io ho accettato subito l’invito. La nostra è una band per puro divertimento, ultimamente per il tipo di spettacolo che portiamo in giro, molto accessibile economicamente per i piccoli locali (non facciamo questa cosa a scopo di lucro), stiamo girando come non mai in molte regioni d’Italia. Questo per noi è bellissimo».

Ecco hai nominato Gianni Rojatti, un altro grande chitarrista italiano, udinese e uomo Ibanez come te. Cosa ne pensi di lui umanamente e  tecnicamente parlando?

«Allora Gianni umanamente è una persona che stimo tantissimo, che seguo e conosco da quando era un ragazzino. Tecnicamente parlando è uno che ha studiato tantissimo, è riuscito ad avere uno stile tutto suo e si è costantemente migliorato, di anno in anno. E’ un chitarrista sopraffino, un funambulo della chitarra, sicuramente un musicista che non ci fa invidiare i tanti circensi che vengono dall’estero. Didatticamente da uno come lui c’è tanto da imparare, massima stima!».

Ormai sei un musicista navigato, vivi alla stessa maniera il concerto nel piccolo locale - come il Black Stuff - e il concerto nel grande palazzetto o teatro?

«Sì lo affronto alla stessa maniera, divertendomi allo stesso modo, quello è l’importante. Secondo me ti diverti di più negli ambienti più raccolti perché in un grande spazio non c’è lo stesso rapporto diretto e a me piace avere un contatto diretto con chi mi ascolta. Comunque meritano lo stesso diritto di qualità e rispetto entrambi gli spazi».

Hai consigli da dare a chi studia ed è appassionato della chitarra?

«Sì un consiglio ce l’ho e va al di là dello studio. Io consiglio di ascoltarsi continuamente, non suonare e risuonare brani di altri perché questo porta a diventare un clone. La cosa migliore è ascoltare se stessi, ascoltarsi e registrarsi. Ci sono quelli che studiano per mesi, anni altri chitarristi e poi magari quando suonano non si riascoltano neanche. Così facendo non uscirai mai dalla mischia e non creerai mai un tuo stile, è come quando calci il pallone, becchi il palo e non fai goal, la stessa cosa. Posso solo dirti che sei bravo e basta».

Un’ ultima domanda per accontentare anche i fan degli Elio e Le Storie Tese, ci sono anticipazioni per lavori futuri?

«Sì, posso dirti che in questo periodo stanno venendo fuori delle cose interessanti, stiamo scrivendo i pezzi del nostro nuovo disco, ci stiamo lavorando in questi giorni e andremo avanti nei prossimi mesi».

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