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Pagamenti P.A.: l'Europa bacchetta l'Italia. Riccardi: "Friuli virtuoso, no alle ingiustizie"

Il consigliere regionale di minoranza, insieme a Roberto Novelli, ha presentato un'interpellanza alla Giunta in relazione ai debiti delle regioni con le imprese: "Non siamo sullo stesso piano degli altri"

I consiglieri regionali di Forza Italia Roberto Novelli e Riccardo Riccardi hanno presentato un’interpellanza in materia alla giunta regionale sul ritardo dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni alle imprese:

“Sul ritardo nei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni lo Stato non può rivalersi allo stesso modo su Regioni virtuose come il Friuli Venezia Giulia e su altre che sono, invece, cattivi pagatori: è necessario che le sanzioni vengano irrogate nel rispetto ed in proporzione ai reali ritardi accumulati e che non si creino ingiuste penalizzazioni a chi ha saputo dare risposte rapide alle imprese. In FVG, infatti, le imprese che lavorano, ad esempio, per le aziende sanitarie ricevono il pagamento solo dopo 87 giorni, rispetto alla Campania, dove i termini di pagamento raggiungono i 5 mesi, con un picco di 7 mesi a Napoli”.

Un’azione, quella dei consiglieri, legata alle sanzioni previste dalla Commissione Europea:
 “Recentemente – rilevano Novelli e Riccardi – la Commissione Europea ha avviato una procedura d’infrazione contro l’Italia sui ritardi dei pagamenti della pubblica amministrazione alle imprese, alla luce della direttiva europea 2011/7/UE che fissa l’obiettivo del pagamento (soltanto nel campo sanitario) entro i 30 giorni. La metà dei debiti sarebbe attribuibile a Regioni e ASL, mentre tra i creditori la quota maggiore di denaro sarebbe vantata da imprese di grandi dimensioni e imprese che forniscono servizi privati tra cui quelle che soffrono maggiormente sono le imprese di costruzioni”.

Ecco le cifre, riportate da Novelli e Riccardi, sui ritardi dei pagamenti della P.A. in Italia:

“Secondo il report dell’Ance dello scorso 3 febbraio i ritardi accumulati dagli enti pubblici superano i 200 giorni con punte di 1000, mentre i calcoli della Cgia di Mestre registrano nel 2013 un numero di fallimenti in Italia pari a 14.200, il 14,5 per cento in più rispetto al 2012 (in aumento del 52 per cento se la comparazione viene eseguita con il 2009). Un’impennata dovuta anche al ritardo dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione. Nonostante nell’ultimo anno lo Stato abbia erogato oltre 20 miliardi di Euro, l’Italia – proseguono Novelli e Riccardi – rimane uno dei peggiori soggetti pagatori d’Europa: nel nostro Paese il saldo fattura avviene mediamente dopo 170 giorni, contro una media UE di 61”.

I consiglieri, quindi, ritengono che ogni regione debba pagare il giusto:
“Visto che l’Italia rischia una sanzione da centinaia di migliaia di Euro al giorno – concludono -, a fronte di un ritardo nei pagamenti pari a 3-4 miliardi di Euro e che lo Stato può esercitare il di diritto di rivalsa nei confronti degli enti pubblici nel caso della violazione degli obblighi derivanti dalla normativa dell’UE riteniamo necessario che ogni Regione paghi nel rispetto e nella proporzione ai reali ritardi che ha maturato”.

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