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Finanziare l'impresa: scenari in evoluzione e opportunità da sfruttare

UniCredit e Confindustria Udine parlano di nuovi strumenti di finanziamento per le imprese. Luci: "La scarsità di credito, frena la crescita. Si a Venture Capital e Private Equity"

Trasformare la questione dell’accesso da parte delle imprese a nuove forme di finanziamento da problema a opportunità parrebbe una sfida ad alta probabilità di insuccesso. Per sfatare tali luoghi comuni e approfondire le opportunità offerte dall’attuale situazione di mercato UniCredit, istituto con radici storiche sul territorio, presente capillarmente in provincia di Udine con una rete di 60 sportelli e 21 gestori d’impresa, e Confindustria Udine hanno organizzato il seminario ‘Come finanziare l’impresa con nuovi strumenti’. Il seminario, i cui lavori sono stati introdotti dal Presidente di Confindustria Udine Adriano Luci e dal Responsabile Corporate Nord Est di UniCredit Roberto Cassanelli, ha visto la partecipazione di una novantina di imprenditori friulani.
 
Particolare attenzione è stata dedicata a soluzioni quali le obbligazioni partecipative, in grado di coniugare le necessità di società chiuse e non interessate a una quotazione e gli interessi di investitori istituzionali che vogliono partecipare alla crescita reddituale della società senza partecipare al rischio d’impresa. Un focus specifico è stato poi dedicato alle Reti d’Impresa, forme aggregative estremamente flessibili in grado di garantire alle imprese associate tutti i benefici (capacità d’innovazione, presidio dei mercati internazionali) derivanti da una crescita dimensionale. Secondo Roberto Cassanelli, Responsabile Corporate Nord Est: “le misure legislative recentemente varate per favorire l’utilizzo di canali di finanziamento alternativi da parte delle Pmi iniziano a sortire i primi effetti. Anche qui in Friuli Venezia Giulia abbiamo rilevato un crescente interesse per tali strumenti, un tempo appannaggio delle sole società quotate o di grandi dimensioni e oggi presi in considerazione anche da aziende di dimensioni inferiori".

Per Adriano Luci, presidente di Confindustria Udine “la scarsità di credito bancario frena gli investimenti e la crescita. Serve nuova finanza per le imprese, insieme ad interventi diretti a sbloccare il circolo vizioso rarefazione del credito-recessione. A maggior ragione questo vale per la nostra Regione. Nuovi finanziamenti vanno trovati aprendo canali alternativi a quello bancario “classico”, da tempo individuati ma mai diventati realmente efficaci. Proprio per questo è tempo di volgere lo sguardo a modalità di finanziamento differenti e alternative. E Venture Capital e Private Equity possono essere una soluzione nel momento in cui l’investitore istituzionale decide di credere veramente nell’azienda che si appresta a partecipare. Con la diffusione di questi strumenti, si potrebbe finalmente creare anche sul nostro territorio un modello mistioni cui l’investimento istituzionale nel capitale di rischio si affianca e completa il finanziamento bancario, come già accade in Paesi finanziariamente più evoluti”.
 

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