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Martedì, 25 Giugno 2024
Economia

Cafc-Carniacinque, dopo la fusione risparmi per 3 milioni di euro entro il 2019

La proiezione è stata resa nota dal direttore generale di Cafc, Massimo Battiston. Al centro del dibattito anche la possibilità della tariffa unica

Tre milioni di euro risparmiati grazie alla fusione fra Cafc e Carniacque: questa la proiezione resa nota dal direttore generale di Cafc, Massimo Battiston, in occasione di un recente incontro in Carnia, nell'Auditorium della Comunità Montana con i vertici di Carniacque, i componenti del controllo analogo di Cafc e Carniacque, e i rispettivi cda. Dopo gli interventi del sindaco Francesco Brollo, in rappresentanza dei Comuni di Carnia e Canal del Ferro, e del presidente del controllo analogo di Cafc, Piermauro Zanin, entrambi concordi nella bontà dell'operazione: tutti si sono dichiarati d'accordo con il progetto di aggregazione. Dopo la fusione, CAFC si collocherà fra i primi dieci players gestori di utilities del Servizio Idrico Integrato in Italia, con modello in house providing mono-servizio. La società nata dalla fusione, per valore della produzione e risultati economici, si colloca tra le prime 100 aziende dell'intera Regione FVG. Questi i dati sui risparmi inseriti nel piano industriale, a dimostrazione dell'alta valenza industriale dell'operazione che consente sinergie organizzative con un impatto immediato sui costi operativi: nel 2017 saranno pari a 886 mila euro, mentre nel 2018 saranno 1 milione 27 mila euro e 1 milione 168 mila euro nel 2019.  Carniacque si muove su ricavi pari a 6-7 milioni di euro, quindi si tratta del 10-11 per cento di risparmi sui ricavi; percentuale che sale al 15 per cento stando alle proiezioni 2018-2019. A livello di risultato netto, dopo le tasse e gli oneri finanziari, il conto economico della società aggregata evidenzia un miglioramento rispetto a quello che potrebbero conseguire le due società separatamente: + 585.300 euro nel 2017; + 675.200 nel 2018 e + 769.000 nel 2019. 

CAFC è stato scelto quale Gestore Unico d'Ambito della CATO Centrale Friuli e si consoliderà come gestore del Servizio idrico integrato di maggior dimensione territoriale ed economica della Regione FVG. Grazie alla fusione si gestiranno in modo efficace ed efficiente il Servizio Idrico Integrato e si investirà nell'infrastrutturazione idrica (coerentemente con il Piano d'Ambito approvato da CATO) sul territorio di 123 comuni e nelle zone industriali ZIAC (zona industriale Aussa Corno compreso il polo chimico di Torviscosa), ZIU (zona industriale udinese), CIFAP (zona industriale Osoppo-Buja), Cosilt e Polo cartario di Tolmezzo e nelle altre zone industriali locali. 

Al centro del dibattito anche il sistema tariffario che prevede, a livello nazionale, la prospettiva dell'applicazione di una tariffa unica nell'intero ambito (ciò significa che l'utente di Tarvisio pagherà come l'utente di Lignano). Tutto dipenderà comunque non da CAFC, bensì dalla proposta in sede di Consulta d'ambito e previa approvazione da parte dell'Autorità nazionale di gas, energia elettrica e servizio idrico. Nei patti fra CAFC e Carniacque si è previsto che se nella nostra Regione si individuerà un sub-ambito montano con tariffe più agevolate, queste scelte – che comunque competono al legislatore regionale e nazionale -  non verranno ostacolate.

Eventuali opere di approvvigionamento idrico dirette a portare la risorsa idrica all'esterno del sub-ambito dovranno essere autorizzate dai Comuni montani e le eventuali economie che si realizzeranno all'esterno di quest'area dovranno tornare a beneficio degli stessi comuni. 

Durante l'incontro è stato ribadito che verrà mantenuto l'organico in forza a Carniacque (47 dipendenti) e che l'aggregazione comporterà un miglioramento relativamente alle attivazioni di telecontrollo che verranno estese sul territorio di Carniacque per quanto riguarda le stazioni di sollevamento della fognatura e i punti strategici della rete. Il piano industriale individuato prevede, fra l'altro, la possibilità di restituzione ai Comuni dei debiti contratti da Carniacque nei confronti degli enti locali: si tratta di un piano di rientro che prende il via nel 2017 e si concluderà nel 2021. 

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