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Valcanale, la ripresa passa dal turismo e dalla Weissenfels

Incontro tra il sindaco di Tarvisio Carlantoni e i sindacati per un focus approfondito sulla salute del territorio

Gli ultimi dati elaborati dalla Cisl Alto Friuli rispetto alla situazione demografica ed economico-occupazionale della Val Canale-Canal del Ferro nonché l’arrivo dei giapponesi di Kito in Weissenfels sono stati oggetto di un incontro tra il segretario generale del sindacato Franco Colautti e il sindaco di Tarvisio Renato Carlantoni, al quale hanno partecipato anche il referente Alto Friuli per la FIM Cisl Udine, Fabiano Venuti, e il delegato RSU Fim Cisl per Weissenfels Stefano Del Torre.

Come contraltare alla preoccupazione per il costante segno meno della popolazione del territorio (Tarvisio ha visto un crollo del -25,9% negli ultimi 35 anni), c’è stata la positiva soddisfazione per i nuovi compratori della storica accaieria di Fusine, da alcune settimane entrata in possesso fisicamente dello stabilimento e al lavoro per far ripartire la produzione.

“Speriamo davvero sia la volta buona – hanno convenuto il sindaco di Tarvisio Carlantoni e il segretario Colautti – dalle sensazioni percepite attarverso i lavoratori pare che nel nuovo gruppo ci sia buona volontà e competenza oltre che prospettive interessanti di sviluppo e ripresa. Viviamo in tempi in cui non c’è più il “doping” demografico ed occupazionale delle professioni legate al confine, ora perdere il lavoro in queste terre lo sappiamo significa emigrare – ha aggiunto – e noi faremo in modo di sostenere questo rilancio. Accanto a ciò occorre continuare ad operare in favore del turismo, della valorizzazione ambientale del territorio dando al contempo garanzie di mantenimento dei servizi per il cittadino, cercando di recuperare il terreno perso negli anni rispetto ai nostri confinanti”.

Sul fronte Weissenfels Venuti e Del Torre hanno specificato che i giapponesi di Kito hanno preso possesso dell’azienda martedì con il passaggio di consegne tra il commissario Cella e i nuovi manager, “i quali hanno dimostrando sin da subito di voler prendere di petto la situazione per rilanciare lo storico marchio; c’è cauto ottimismo – hanno spiegato - al momento al lavoro sono ritornati circa 10-12 persone, la società ha provveduto ai primi ordinativi di materiale e attrezzature per ripristinare la funzionalità dello stabilimento, sappiamo che ci vorrà un po’ di tempo per il graduale riassorbimento del personale ma ci vogliamo credere”

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