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Crisi, l’allarme della Cgil friulana: fra i giovani persi 40.000 posti

Alessandro Forabosco: «In provincia di Udine 20mila occupati in meno tra gli under 35»

«Gli ultimi dati sull’andamento del mercato del lavoro, in linea con quelli della cassa integrazione, sono la dimostrazione, purtroppo, che sul territorio provinciale non esiste alcuna prospettiva di miglioramento nelle dinamiche occupazionali». Il segretario generale della Cgil di Udine Alessandro Forabosco commenta così i numeri emersi dalla conferenza stampa di fine anno della Provincia: «Numeri – afferma – che lasciano invece presagire un ulteriore aggravarsi delle tensioni occupazionali, anche perché per molte aziende si profila la scadenza della cassa integrazione straordinaria, con un inevitabile impatto in termini di nuovi licenziamenti».

SOS GIOVANI. Se la provincia di Udine registra una flessione di oltre 11mila occupati dal 2008, il raddoppio del tasso di disoccupazione, passato nello stesso periodo dal 4 al 7,9%, e un ulteriore balzo del ricorso agli ammortizzatori sociali nel 2014, con un +27% della cassa integrazione tra gennaio e novembre e oltre 3.200 lavoratori in lista al 30 settembre, 600 in più rispetto alla fine del 2013, l’allarme numero uno per la Cgil è rappresentato dalla fuga dei giovani dal mercato del lavoro. «A livello regionale – spiega Forabosco – sono quasi 42mila i posti persi dal 2008 nella fascia 15-34 anni. In provincia, pur in assenza di dati ufficiali dell’Istat, i posti persi tra gli under 35 sono stimabili in 20mila. Gli occupati giovani, che prima della crisi rappresentavano quasi il 30% del mercato degli occupati, oggi sono quindi poco più del 20%. Una dinamica che era già presente primadella riforma Fornero, ma che è stata drammaticamente alimentata dal drastico aumento dell’età pensionabile: da qui la necessità di rivedere questo e altri aspetti della riforma, come chiesto dalla Cgil».

JOBS ACT. Se la rigidità della riforma Fornero rischia di aggravare l’emergenza occupazione, compromettendo anche la tenuta di quegli equilibri previdenziali che punta invece a preservare, la Cgil punta il dito anche sul jobs act: «Che renderà meno costose le assunzioni per le aziende e più facili i licenziamenti – dichiara Forabosco – ma senza reali benefici né in termini di nuovi posti di lavoro creati né di lotta alla precarietà. Se davvero si vuole invertire la tendenza e favorire un recupero dell’occupazione, sono necessarie politiche capaci di stimolare i consumi e la ripresa della domanda attraverso la leva fiscale e il rilancio degli investimenti, pubblici e privati».

QUI REGIONE. Sulle stesse basi Forabosco esprime un giudizio sostanzialmente positivo sulle politiche messe in campo dalla Regione: «Questa Giunta – spiega – ha saputo non solo svolgere un ruolo in vertenze complesse come quella di Electrolux, ma ha anche messo al centro delle sue scelte di politica economica il rilancio del manifatturiero. Lo conferma il piano Bolzonello, che va nella giusta direzione, ma che deve trovare una rapida attuazione. Va fatto inoltre uno sforzo supplementare sugli interventi per la salvaguardia del territorio, in particolare di quello montano, e del patrimonio residenziale pubblico, fondamentali anche come volano per il rilancio delle costruzioni, che restano il settore più duramente colpito dalla crisi».

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