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Il designer Toshiuyuki Kita

Il designer Toshiuyuki Kita

Il designer Toshiuyuki Kita: "Il Friuli ha le risorse per costruire il futuro"

Ospite alla seconda edizione di 'Business meets art', ancora in svolgimento in città, il celebre designer ha dato un'iniezione di fiducia ad artisti e artigiani friulani: "Dall'esterno notiamo le vostre eccellenze"

Uno sguardo positivo per il futuro artigianale del Friuli. Ad avere questa visione ottimistica non è né un imprenditore né un rappresentante sindacale, ma Toshiuyuki Kita, il designer di fama internazionale ospite alla manifestazione Business Meets Art, evento che unisce arte e impresa in programma il 6 e 7 febbraio 2014 a Udine.

Kita conosce bene il Friuli, dal momento che in passato ha collaborato con l’azienda Moroso, celebre per la realizzazione di arredamenti di qualità. E nonostante crisi, rimane ottimista per il futuro: “In questa zona – spiega il designer – si tramandano gli insegnamenti delle generazioni precedenti: ogni artigiano, cioè, trae beneficio dalle tradizioni dei propri antenati. In più gli artisti hanno un senso di creatività al proprio interno. Per ripartire bisogna ricominciare da zero guardandosi attorno, studiando la vita di ognuno e cercando di andare incontro alle esigenze del prossimo”.

Una ricetta che ricalca il concetto più universale di design: “Il design – prosegue – deve dare armonia alle persone. Non è solo forma e tecnologia, ma la sintesi di molte componenti come la funzionalità, la sicurezza, l’ecologia e lo spirito di utilità verso gli altri. Una sedia, per esempio, deve seguire innanzitutto i lineamenti del corpo: non può essere bella e basta”.

Si dice spesso che in Italia basterebbe vivere di sola arte. Poi, però, non la si studia abbastanza soprattutto nelle scuole primarie. Come si può uscire da questo paradosso? “In effetti di arte ce n’è tanta – spiega Kita – e qua in Italia ne siete circondati. È come se in ognuno ci fosse un ‘senso di arte’, che di per sé sembrerebbe sufficiente. Invece bisogna insegnarla per fare capire alla gente cosa è bello e cosa no, cosa è falso e cosa non lo è. Comunicare è fondamentale, magari con una parola chiave ogni tanto, un input necessario per conciliare passato e presente”.

Infine Toshiuyuki Kita lancia un consiglio ai giovani designer: “Da mattina a sera devono guardare il comportamento delle persone, pensando a loro, al modo in cui vivono. Si vive male? D’accordo, allora sappiano che il male si risolve con il design. Il design infatti lo concepiscono come una risorsa per affrontare ciò che accade quotidianamente. Il designer è come un cuoco: mette insieme gli ingredienti, i materiali, e produce per soddisfare la gente. Suggerisco ai designer friulani di non abbattersi ma soprattutto di guardarsi da fuori, perché dall’esterno le eccellenze di questa terra si notano”.

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