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Tanzi: "polemiche sterili, Friuli DOC continuerà anche in futuro"

Il vice coordinatore vicario del Pdl udinese interviene sulle polemiche che da tradizione accompagnano le settimane precedenti alla manifestazione

«Polemizzare su Friuli Doc come accade ogni anno, è dimostrazione palese di poca sensibilità e rispetto per una manifestazione importante per il Friuli». A dirlo è il vice coordinatore vicario del Pdl di Udine, Vincenzo Tanzi che aggiunge: «la situazione economica di certo non è delle migliori però trovo inconcepibile che ogni qualvolta dell’approssimarsi della data, si apre un dibattito aspro e fine a se stesso che si conclude in un nulla, poiché come ogni anno viene fatta e sono convinto che si farà anche in futuro».

«Politicamente – continua Tanzi – è ovvio che non condividiamo l’impostazione e le scelte dell’amministrazione comunale per la kermesse. Seppur ogni anno assistiamo a un buon numero di presenze, si è persa l’iniziale sensibilità, il vero spirito cui era nato l’evento, di fatto, negli anni ha preso piede l’idea che la quattro giorni udinese assomigli più a una grande sagra paesana, dove di mangia si beve e si può sporcare, rispetto a una vera e propria manifestazione culturale».

«Essere ricordati, – sottolinea Tanzi – come avvenne lo scorso, per l’abuso di alcol specie nei giovanissimi, per la sporcizia in giro per Udine e per le 85 tonnellate di rifiuti indifferenziati prodotti, dove finirono anche la plastica di piatti, bicchieri, posate e vetro, è deleterio e nulla a che vedere con la promozione del territorio, anzi».

Secondo Tanzi «promuovere il marchio Made in Friuli significa coinvolgere anche in modo massiccio i partners e le delegazioni internazionali, per veicolare e promuovere al meglio l’artigianato locale, le produzioni tipicamente friulane dell’agroalimentare e dell’enogastronomico. In sostanza quanto di positivo che c’è in Friuli».

«E questo può avvenire solamente sfruttando gli scambi bilaterali, socio-economici e culturali tra le nazioni e le regioni confinanti. Solo in questo modo si costruisce un Friuli Doc più attrattivo e di alto livello».

«Il nodo – conclude Tanzi – dei contributi esiste, ma a mio avviso è una polemica sterile legata più a quello che manca che a quello che c’è. A 18 anni di distanza non si può continuare a proporre sempre la stessa minestra, stufa. Molto probabilmente con un accurato restyling della manifestazione e un management capace di dialogare meglio con la Regione produrrebbe più effetto e di conseguenza di più contributi».

 

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