Cronaca Centro / Largo dei Pecile

Via gli alberi in Largo dei Pecile: «piante invasive e pericolose per l'incolumità»

Nella zona saranno rifatti i marciapiedi come da programma: le nuove opere non consentono però alle piantumazione, considerate pericolose, di trovare spazio

Nella mattinata di oggi si è svolto il lavoro di taglio delle magnolie di Largo dei Pecile. Proprio in questa zona erano previsti da programma una serie di lavori di rifacimento dei marciapiedi, riasfalto delle strade e sistemazione delle strade. Il consigliere Giovanni Govetto ci ha spiegato la decisione presa dalla Giunta comunale, in merito al taglio degli alberi. «Non risulta che negli ultimi 15 anni sia stata messa mano al mantenimento dei marciapiedi, in questa zona e, a quanto pare, la larghezza prevista non consente di avere anche gli alberi». Verrà ripristinato dunque il marciapiede e sarà rifatto l'asfalto di via dei Rizzani, compreso quello dei parcheggi. 

A quanto pare, però, la presenza degli alberi in Largo dei Pecile ha creato anche diversi problemi. «Essendo stati piantati in modo scriteriato - continua Govetto - ci sono stati diversi incidenti».

Prima di tutto, la sicurezza dei cittadini

Il vicesindaco Loris Michelini ha spiegato il perché della decisione di tagliare completamente gli alberi in questa zona della città. «Ho un lungo elenco di cittadini che si sono fatti male in questi anni, camminando in questa zona che è una delle più pericolose della città. L'anno scorso abbiamo deciso di sistemare marciapiedi e parte dei punti nevralgici di Udine, pensando di intervenire gradualmente in centro e in periferia. In Largo dei Pecile la situazione è però gravemente lesiva dell'incolumità pubblica». Il marciapiede, in questo punto, è largo 1 metro e 20 centimetri «e le magnolie occupavano addirittura 1 metro con le radici che hanno addirittura invaso gli scantinati, per non parlare del pericolo che possono rappresentare in altezza, in un punto circondato da condomini».
Il problema principale, per il vicesindaco, rimane comunque quello della sicurezza delle persone: «questo è un luogo frequentato da molte persone che rischiano di farsi male ogni giorno». 

«Se qualcuno contesta la decisione, pensando che piuttosto che togliere un albero sia meglio che la gente si faccia male, io dico che dove si possono salvare le piante lo facciamo ripiantumandole, ma in questo caso non era possibile perché le radici sono troppo grosse e hanno ormai invaso anche gli scantinati. In questo caso pensiamo che sia meglio togliere gli alberi e far sì che le persone non si facciano male rendendo il marciapiede praticabile. La precedente giunta - continua Michelini - voleva abbattere tutte le magnolie di via Cividale e noi ne abbiamo salvate ben 46».

Altri interventi

Lo stesso Michelini non esclude che la giunta preveda alcuni interventi per migliorare ancora l'area. «Bisognerà sentire il quartiere per eventualmente ripiantumare nello spazio verde, ma non è detto che vada bene visto che spesso ci sono degli eventi che potrebbero essere ostacolati da altri alberi. Diverse volte mi è stato chiesto anche di poter mettere una fontana e pensiamo si possa fare». Il giardino Paola Galliussi Ceron potrebbe essere dunque ulteriormente abbellito con piante e fiori di facile manutenzione e con un nuovo impianto elettrico, ma sono tutte ipotesi.

«Per norma di legge io devo salvaguardare il marciapiede - conclude Michelini - e quindi altre piantumazioni al momento non sono previste, possiamo prevedere fiori e piante che possono essere mantenute facilmente magari dagli stessi residenti e commercianti che sono disponibili. La priorità adesso è preservare i parcheggi, anche quelli di carico/scarico vista l'importanza della zona»

Altre soluzioni

Ad interessarsi del caso anche l'arboricoltore Pietro Maroè. «Prima di abbattere gli alberi forse era possibile pensare ad alternative percorribili, come ancorare le radici o trapiantarli, come successo a Lignano, nel Lungomare Trieste e Pordenone. Se le piante di loro non hanno problemi, ci sono diverse soluzioni e anche nel caso in cui le radici siano particolarmente grosse è sempre possibile studiare un modo per ripiantumare le piante».

Un intervento di ripiantumazione a Pordenone

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