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Scuola, insegnati in fuga dal Fvg: oltre 2 mila domande di trasferimento

La provincia di Udine è quella con il maggior numero di istanze di trasferimento, 1.041 su 6.232 docenti

Oltre 2 mila dei 13.665 docenti che insegnano nelle scuole del Friuli Venezia Giulia hanno presentato domanda di trasferimento. Lo rende noto la Uil Scuola del Friuli Venezia Giulia che ha conteggiato le 2.227 domande di trasferimento presentate in Regione dal personale insegnante di tutte le scuole di ogni ordine e grado. Il maggior numero di domande si trovano nelle scuole secondarie di secondo grado (983) e alle primarie (607). La provincia con il più alto numero di istanze di trasferimento, 1.041 su 6.232 docenti, è quella di Udine. Seguita da Pordenone con 629 domande su 3.514 docenti (vedi tabella).

C’è un vero e proprio boom di domande spiega il segretario regionale della Uil Scuola Ugo Previti facendo il raffronto con gli anni passati -. A Gorizia, ad esempio, negli anni scorsi alle superiori venivano presentate 30-40 domande di trasferimento. Quest’anno sono 130. Ma l’aumento è generalizzato in tutte le province e in tutti gli ordini di scuola”.

Un fenomeno che, secondo il segretario regionale della Uil Scuola, è dovuto in buona parte alle domande di trasferimento dei docenti arrivati da fuori regione e che ora sperano di riavvicinarsi a casa. “Al momento è impossibile calcolarlo con esattezza. Per ogni domanda di trasferimento, secondo la legge 107 della Buona scuola, il docente può indicare 5 scuole e 10 ambiti, in parte in Regione e in parte fuori, in diverse località. Ma stimo che almeno il 50% delle domande di trasferimento siano fatte nella speranza dei docenti di riavvicinarsi a casa – analizza Previti -. Non è detto che tutti ottengano il trasferimento, ma la situazione rischia di portare a inizio anno scolastico a diverse cattedre vuote”

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Una situazione che, rimarca la Uil Scuola, va a sommarsi alle carenze di personale degli uffici scolastici regionale e provinciale che dovranno vagliare le domande oltre che alle numerose dirigenze scolastiche scoperte, più volte segnalate “ai politici regionali e, da ultimo, alla nuova coordinatrice dell’Ufficio scolastico regionale”.

Il vero problema è la carenza del personale. Negli ultimi anni i vari Governi hanno tagliato il personale portandolo all’osso. Gli uffici territoriali si troveranno ora a svolgere un lavoro immane”, conclude Previti.

Alle domande di trasferimento degli insegnanti dovranno sommarsi poi quelle del personale Ata che non sono ancora integralmente pervenute agli uffici periferici. In questo caso, però, i numeri saranno più contenuti. “Per gli ata il problema più grosso è la mancanza di personale”.

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