Diabetologia di Udine: "Mancano medici e non viene garantita la continuità terapeutica"

A denunciare la situazione le associazioni Diabetici del FVG che chiedono un incontro urgente con il Direttore Generale e quello Sanitario dell'ospedale cittadino

"La carenza di personale medico in aggiunta alle difficoltà legate all'emergenza sanitaria stanno comportando enormi disagi alle persone con diabete, seguiti presso la SOS di Diabetologia dell'Ospedale di Udine". A denunciare i fatti le associazioni Diabetici del FVG che segnala come "un considerevole numero di persone con diabete, seguite presso la struttura da anni, si è ritrovata dapprima rinviata e poi sospesa la visita di controllo programmata già diversi mesi prima".

L'interruzione del servizio 

"La contemporanea riorganizzazione dell'attività ambulatoriale, legata alle disposizioni anti Covid, e la carenza di due dei quattro medici abitualmente presenti in organico presso la Sos di Diabetologia - spiegano le associazioni capitanate da Elena Frattolin - sembrerebbe rendere irrecuperabili numerose prestazioni fin ora non eseguite e potrebbe portare all’annullamento di molte visite già programmate. In entrambi i casi ciò comporterebbe l’interruzione della continuità di cura per le persone affette da questa patologia cronica complessa. Solo a luglio, dopo diversi mesi di insufficienza del personale in servizio, che ha causato l’accumulo di enormi arretrati e disagi è stato assunto un terzo medico che risulta insufficiente a sostenere l'enorme mole di lavoro ed il recupero delle visite arretrate".

La denuncia e l'indignazione

A denunciare la situazione di grave disagio e preoccupazione sono le associazioni dei pazienti che manifestano la loro indignazione per la gravità dei fatti. "Il diabete  - proseguono in una nota - è una malattia cronica, che, se trascurata, può portare a gravi complicante a breve e a lungo termine e già nelle scorse settimane alcuni pazienti hanno dovuto ricorrere al pronto soccorso per problemi di chetoacidosi, una complicanza a breve termine che, se non prontamente trattata, può portare a serie conseguenzeMolti di questi pazienti sono seguiti da diversi anni presso la SOS di Diabetologia, molto spesso a partire dall’esordio della loro malattia; essi hanno seguito un lungo percorso terapeutico e sono stati seguiti con controlli periodici, negli anni, presso il centro che è diventato il loro riferimento. Queste persone non possono trovarsi ora, da un giorno all’altro, senza assistenza - spiegano dalle associaioni. Le conseguenze, denunciano i sodalizi, interessano in primis il rischio di incorrere nelle complicanze della malattia, ma non di meno sottolineano l’importante risvolto psicologico rispetto ad una mancanza di assistenza e di riferimento in una malattia cronica così complessa come il diabete".

Le difficoltà

Le associazioni sottolineano che "la Diabetologia di Udine ha un bacino d’utenza tra i più ampi, in regione ed il numero di persone con diabete, già cresciuto negli anni è destinato purtroppo ad aumentare. La SOS inoltre è polo di riferimento per l’ASUFC per il diabete tipo 1 e per l’uso delle tecnologie applicate al diabete. I pazienti che utilizzano dispositivi dotati di tecnologie non possono essere inviati in centri periferici, il servizio ha maturato negli anni competenza e professionalità che deve essere mantenuta e garantita. Inoltre, i pazienti che utilizzano tecnologie come microinfusori e sensori necessitano di un follow up adeguato e del rinnovo delle prescrizioni per il materiale di consumo, senza il quale non possono proseguire le cure. Se la situazione non si risolvesse prontamente potrebbero non essere garantite le visite di controllo così come la possibilità di continuare la propria terapia senza interruzione, per molti di loro".

Situazione parimenti allarmante riguarda le persone con diabete tipo 2 che seguono terapie farmacologiche che necessitano di visite e rinnovo di piano terapeutico, per mantenerne la continuità. I farmaci a diposizione, fortunatamente, sono sempre di più e sempre più moderni ed è quindi possibile offrire a tutti i pazienti la miglior cura possibile, ma proprio perché si tratta di farmaci innovativi, gli stessi necessitano di piani terapeutici rinnovabili a scadenza semestrale o annuale. " Si prospetta che a molti di questi pazienti- prosegue la nota delle associaoni -  se la situazione non si risolve urgentemente, possa essere annullata la visita e quindi non garantita la continuità terapeutica con conseguente maggior rischio di insorgenza di scompensi glicemici a cui possono seguire severe complicanze. Le pazienti con diabete gestazionale, inoltre, seguite con elevata professionalità presso il centro di Udine, prima dell’emergenza covid-19, hanno sempre trovato qui il proprio punto di riferimento. La SOS di Diabetologia, infatti, ha maturato esperienza e competenza negli anni, divenendo il centro di riferimento per l’intero territorio provinciale, anche in questo campo. Se la situazione non venisse prontamente risolta tali visite potrebbero non essere garantite per tutte le gestanti affette da diabete. Molte pazienti con diabete gestazionale residenti in provincia di Udine, potrebbero non avere accesso alle cure diabetologiche e questo potrebbe avere conseguenze serie per loro stesse e per i loro figli. È evidente che la situazione sarebbe di estrema gravità". 

La questione patente

Il rinnovo delle certificazioni delle patenti di guida è un altro punto critico in quanto le persone con diabete necessitano di una apposita certificazione per la guida. Tali prestazioni sono state tutte annullate nel periodo di emergenza sanitaria ed ora devono essere recuperate, ma se il personale è ancora carente molte di loro potrebbero non essere rinnovate. Per molti pazienti la patente è indispensabile per lavoro, oltre che per mantenere la propria autonomia di vita, denunciano le Associazioni, ed è necessario prendere subito dei provvedimenti in merito.

I campi residenziali

Quest’anno, inoltre, la SOS di Diabetologia si è vista costretta ad annullare ben due campi residenziali di educazione terapeutica per le persone con diabete per carenza di personale, un campo, quello di livello regionale, è stato annullato, anziché posticipato anche a causa dell’emergenza covid-19. I campi, come previsto dalla Legge regionale numero 28 del 1990, risultano essere un momento molto importante nel percorso educativo del soggetto diabetico. Nel 1998 l’educazione terapeutica ha ottenuto il riconoscimento ufficiale nel rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Europa e i dati della letteratura hanno valorizzato l’efficacia della educazione terapeutica nella riduzione dei ricoveri, nella progressione delle complicanze, nella riduzione delle amputazioni agli arti inferiori, nella riduzione dello stress legato al diabete e nel miglioramento della qualità di vita e il Piano Nazionale sulla malattia diabetica (PND 2013) individua nell’educazione terapeutica strutturata un caposaldo per la gestione della malattia. In tutti questi anni, i campi residenziali sono stati il fiore all’occhiello della diabetologia friulana, all’avanguardia rispetto alle altre regioni, ma la carenza di personale, a Udine, ha prodotto una riduzione drastica del livello di assistenza per le persone con diabete.

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L' appello

Le associazioni dei pazienti chiedono che a livello aziendale le loro denunce trovino ascolto, le stesse lamentano di aver chiesto anche un incontro con l’attuale Direttore Generale e Direttore Sanitario, senza aver ricevuto risposta in merito. "È indispensabile prendere atto che è ora di dare piena attività al servizio e garantire continuità di cura a tutti i pazienti.
Il diabete è una patologia cronica degenerativa, se non adeguatamente trattato, può provocare conseguenze gravi alla vista, all’apparato cardiocircolatorio, ai reni, e ad altri organi. Chi non affrontasse il problema con concretezza e rapidità si troverà a rispondere delle serie complicanze e degli altissimi costi che queste richiedono per essere trattate"
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