"La Regione fermi la fusione di Latterie Friulane"

Crisi del consorzio, la Provincia si appella tramite il presidente Fontanini: “Non svendiamo il nostro latte locale”

Oltre il 50 per cento dei lavoratori delle Latterie Friulane è a rischio. L’assessore provinciale al Lavoro, Leonardo Barberio, ha portato ieri mattina la solidarietà dell’Ente provinciale a quanti manifestavano a Campoformido per tutelare il loro posto di lavoro minacciato dall’operazione di acquisizione da parte della Granarolo: la Provincia era al fianco di chi sta scioperando, mentre la Regione oggi non si è fatta vedere.

“L’identità non si svende: non è giusto che il latte prodotto in Friuli, pertanto friulano doc, riceva il marchio di una ditta emiliana che si fregerà della fatica e della qualità made in Friuli per vendere in Italia e all’estero latte non suo”: è tranchant il Presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini, che formula, in tandem con l’assessore Barberio, un appello alla Regione FVG affinché blocchi l’operazione di acquisizione del Consorzio da parte dell’impresa emiliana. Secondo Fontanini, “non è accettabile assistere al tentativo di disintegrare un prodotto tipicamente friulano e lasciarcelo scippare da altri territori. Qui non si sta parlando di latte polacco o di latte di dubbia provenienza, è il nostro latte genuino, che tutti ci invidiano, pertanto va tutelato con ogni mezzo. Vorrei vedere la reazione della giunta regionale se anziché del latte friulano si parlasse di un prodotto triestino doc in fase di fusione con ditte extra regionali”.

Pur in assenza di un invito ufficiale, della cui dimenticanza la Provincia si rammarica, l’assessore Barberio assicura che l’Ente parteciperà agli incontri che verranno organizzati fra i sindaci della zona, anche per programmare delle azioni condivise, visto che la Regione convocherà il tavolo di crisi soltanto dopo l’Epifania. Gli effetti collaterali provocati dall’acquisizione del Consorzio sono presto detti: “Oltre il 50 per cento dei lavoratori perderà il posto”, è il pronostico dell’assessore al Lavoro, quindi oltre un centinaio di persone, oltre all’indotto rilevante che gravita attorno alle “Latterie”. Mantenere anche soltanto la produzione del Montasio in loco salverebbe ben pochi posti. Inoltre, pesanti ricadute si prevedono anche a danno di allevatori e produttori. “Noi – concludono Fontanini e Barberio – continueremo a fare sentire la nostra voce per opporci a questi progetto che svuota di un’altra eccellenza il nostro territorio e ci impegneremo ad amplificare il disagio dei lavoratori”.

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