«Lavorare a un protocollo regionale sulla sicurezza delle scuole», l'appello di Cisl Fvg

Per il sindacato si deve già lavorare oggi per garantire una ripresa ottimale a settembre

Se si vuole garantire una ripresa ottimale delle scuole a settembre, bisogna già lavorare oggi sfruttando anche l'autonomia del Friuli Venezia Giulia. Questo l'appello di Cisl Fvg diretto al presidente Massimiliano Fedriga per la definizione di un protocollo regionale di sicurezza che contenga le regole base anti-contagio e scongiuri il rischio di emarginazione per molti bambini e famiglie.

Didattica a distanza

Come si legge nella nota della sigla, "Se le linee guida nazionali confermeranno un utilizzo importante della didattica a distanza, che in questi mesi di emergenza si è rivelata sicuramente un’opportunità, ma ha dimostrato anche tanti limiti, come Regione dovremo essere in grado di garantire a tutti l’accesso, con investimenti, ad esempio, sulla banda larga e sulle dotazioni digitali, che non potranno essere diluiti nel medio periodo come annunciato".

I numeri

Nella nostra regione più di 141mila studenti a settembre torneranno nelle aule fisiche e virtuali; di questi, quasi 46mila accederanno alle classi della scuola primaria, le più delicate, assieme agli asili, per quanto riguarda la gestione e il mantenimento del cosiddetto distanziamento sociale. E questo accadrà in un contesto edilizio già fragile se si considera che – stando anche all’ultimo rapporto dell’Atlante dell’infanzia stillato da Save the Children – il 41% degli istituti scolastici è privo del certificato di agibilità sismica. A ciò va aggiunta anche la carenza acclarata di dotazioni informatiche e strutturali, indispensabili a garantire una didattica, soprattutto a distanza, di qualità.

Rischio emarginazione

“Quello che ci preoccupa – spiega il segretario generale della Cisl Fvg, Alberto Monticcoè che il distanziamento sociale cui saremo ancora tenuti, anche all’interno della scuola, possa tradursi in emarginazione sociale: non possiamo ignorare che oggi, in Friuli Venezia Giulia, un minore su sei vive in una situazione di povertà assoluta e, di conseguenza, educativa, e non ha banalmente i mezzi per connettersi; allo stesso modo non possiamo dimenticare quell’ampia fascia di studenti con disabilità e difficoltà di apprendimento e che va necessariamente seguita in presenza”.

Tavolo di lavoro

La Cisl Fvg, quindi, chiede l'apertura di un tavolo stabile per arrivare alla definizione di un protocollo capace di dare risposte alle diverse criticitò. “Vogliamo partire da un monitoraggio delle condizioni degli edifici scolastici: che spazi abbiamo a disposizione? Come possiamo organizzarli? Come adeguarli per garantire la turnazione degli studenti? Quali dispositivi, compresi quelli informatici, servono? – incalza Monticco – Per arrivare a definire un piano di investimenti contingente e immediato che riguardi anche i docenti, eventualmente da impegnare alternativamente di mattina e di pomeriggio, al fine di assicurare quanto più possibile la didattica in presenza, soprattutto per la scuola primaria".

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Famiglie

"Il lavoro da fare è tanto – aggiunge la referente della Cisl Fvg, Concettina Cupani - mentre il tempo a disposizione non è moltissimo. Dobbiamo prepararci a un anno scolastico in cui serviranno modalità organizzative particolari soprattutto per consentire il lavoro in presenza con gruppi ristretti di alunni e studenti". Una scelta decisiva - per il Sindacato - "Se si vogliono anche sostenere le famiglie e la ripresa del lavoro anche delle donne, oggi sicuramente le più penalizzate dall’emergenza. Solo assicurando, naturalmente in piena sicurezza, l’accoglienza di bambini più piccoli nella scuola, i genitori potranno riprendere le proprie attività lavorative e recuperare anche quel reddito sacrificato da tanti in questi mesi prolungati di emergenza”.

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