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Caccia nel parco del Torre, per Wwf e Lac "una vergogna il voto del Consiglio comunale"

Le associazioni non ci stanno, e lanciano un duro affondo nei confronti della decisione del Pd di votare contro la mozione del M5S, che chiedeva di vietare la caccia nel parco vicino al torrente

Duro affondo delle associazione ambientaliste Wwf e Lac nei confronti della decisione di martedì del consiglio comunale di Udine che, con 22 voti contrari e 7 a favore, ha bocciato la mozione del Movimento 5 Stelle che proponeva la proibizione delle attività di caccia nel Parco del Torre, un’istanza che da diversi anni il Wwf ha avanzato agli enti competenti, segnalando la pericolosità dell’attività venatoria e la sua incompatibilità con la frequentazione assidua dei parchi da parte della cittadinanza, comprese famiglie con bambini, sportivi ed escursionisti.

“Ciò che stupisce – commenta il delegato regionale Lac Alessandro Sperotto – è la superficialità con cui esponenti del Pd cittadino hanno giustificato la propria contrarietà alla mozione, adducendo la necessità di salvaguardare un’attività, quella venatoria, che rappresenta “un bene sociale, utile all’ambiente e all’economia” e una categoria, quella dei cacciatori, in quanto minoranza da tutelare”.

“Forse l’assessore Pizza non sa – attacca Sperotto – che, per quanto siano pochi in termini numerici (ma sono comunque più di 10mila!), i cacciatori non hanno alcun bisogno della sua tutela perché sanno benissimo difendersi da soli, avendo ormai da anni occupato i luoghi strategici che in regione danno indirizzi in materia venatoria e potendo contare sul sostegno di ampie fronde della politica, regionale e locale, a cui evidentemente anche il Pd non si sottrae perché, si sa, i cacciatoriportano voti. La vera minoranza, su queste questioni, è invece rappresentata da chi tenta da anni, nel silenzio e nell’indifferenza generale, di far valere i diritti dei non cacciatori e di chi vorrebbe semplicemente godersi la bellezza di una passeggiata in natura senza doversi preoccupare di schivare i proiettili delle doppiette o di rimetterci il cane”.

“E non è nemmeno vero – aggiunge il delegato regionale Wwf Roberto Pizzutti – che, come ha asserito Pizza, il Comune non può intervenire perché la materia è regolata da leggi statali: solo per fare due esempi, il Comune di Venezia e quello di Sauris sono intervenuti in passato proprio con delle ordinanze sindacali per limitare l’utilizzo di armi in zone pubbliche”.

“Quanto poi alla difesa dell’attività venatoria in quanto bene utile all’ambiente e all’economia – conclude Pizzutti -, ricordo solo che in regione ci sono diverse specie a rischio di estinzione (queste sì una minoranza!), come coturnici, galli forcelli e allodole che i cacciatori si ostinano a cacciare, opponendosi a ogni richiesta volta ad una maggior tutela di questi animali. È questo il bene per l’ambiente a cui si riferiva la consigliera Paviotti?”.

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