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"No agli Ogm", le associazioni ambientaliste manifestano davanti alla Regione

Aiab, Legambiente, Wwf e Slow Food annunciano un sit-in creativo, in contemporanea con quello nazionale che si terrà davanti a Montecitorio. "Le norme statali e regionali già vietano semine incontrollate"

AIAB, Legambiente, WWF, Slow Food annunciano un sit-in creativo davanti al Palazzo della Regione a Udine, giovedì 20 giugno alle ore 11, replica locale della manifestazione che si terrà davanti Montecitorio lo stesso giorno.

Gli ambientalisti: "Da mesi denunciamo il rischio di nuove semine di Ogm non autorizzate nel nostro Paese, cosa che mette a repentaglio un modello agricolo regionale di concrete prospettive" . La task force regionale anti-ogm chiama a raccolta simpatizzanti e soci per "chiedere un no definitivo agli Ogm".

“La manifestazione chiederà l'applicazione della clausola di salvaguardia, per vietare la messa a coltura di piante geneticamente modificate”, spiega Elia Mioni di Legambiente,  “e il rispetto immediato delle norme statali e regionali che già vietano le semine incontrollate”. "Da mesi - spiega Cristina Micheloni, dell’AIAB, associazione italiana per l’agricoltura biologica - denunciamo il rischio di nuove semine di Ogm non autorizzate nel nostro Paese e puntualmente ciò è avvenuto negli ultimi giorni, in Friuli, con la minaccia di continuare nei prossimi sotto gli occhi delle autorità inermi".

"Gli Ogm – spiega Roberto Pizzutti del Wwf - sono gravemente dannosi per il nostro patrimonio agricolo, per la sovranità alimentare del nostro Paese e, quindi, per la nostra stessa economia e cultura. Vogliamo che le colture seminate illegalmente vengano distrutte e che non avvengano più semine non autorizzate". Poiché  quasi sette italiani su dieci considerano oggi gli organismi geneticamente modificati meno salutari di quelli tradizionali” conclude Maz Plett di Slow Food “deve essere rafforzata la tutela dell’agricoltura e del territorio da forme di inquinamento genetico e assicurata la competitività delle nostre produzioni tradizionali e di qualità”.

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