Diverbio in strada con l'assessore, il pianista risponde a Falcone "Nei limiti del ridicolo"

Non si placa il botta e risposta tra l'assessore Falcone e il pianista Mauro Diana protagonisti di un diverbio pochi giorni fa in vicolo Sillio. Dopo la replica dell'Assessore è lo stesso Diana a dare il "la" ad un nuovo botta e risposta accusando Falcone di aver distorto la realtà dei fatti

Mauro Diana

"All’assessore Falcone volevo riferire di non provare a ribaltare la realtà dei fatti distorcendo le mie parole per provare a usarle a suo piacimento e intendo spiegare dal mio punto di vista come e perché sia dovuto arrivare a proferirle".

Sono le parole del pianista Mauro Diana in risposta alla replica dell'assessore Falcone dopo il diverbio che li ha coinvolti pochi giorni fa come vi abbiamo raccontato nel nostro precedente articolo.

La replica

"In quella circostanza è stato l’assessore che scambiatomi per “un giovane sprovveduto” (non essendo io in abiti formali come usualmente mi presento in pubblico), si è rivolto a me con estrema arroganza a seguito della mia pervia, umile, gentile richiesta di pochi istanti di tempo.

"Sono l’Assessore di Udine ed ecco il mio biglietto da visita, se non ci crede, e lei mi sta intralciando la strada"

"Sono stato io a dire a lui in pronta risposta di contattare la forza pubblica dei Vigili Urbani - Falcone mi ha ignorato. A parer mio l’assessore intuiva che forse alle 18.30 di domenica (essendo tra le altre la festività di tutti i Defunti), avrebbe solo sentito squillare il telefono se avesse chiamato la Stazione della Municipale".

"Ho voluto con rammarico, in seguito alla sua insistenza aggiungere che personalmente conosco autorità più composte che non si porrebbero mai con questa arroganza e prepotenza, non ultimo il Nostro Sindaco, che conosco personalmente e che mai si azzarderebbe a parlare con toni così sconvenienti ad un'autorità pubblica in carica".

"La carica pubblica non deve intimorire"

Ho ventinove anni ma sono stato in passato anche a fare importanti espierenze professionali e formative dirette con politici eletti sia in Senato che alla Camera (l’ho riferito all’assessore) e aggiungo qui che ho incontrato personalmente anche i Ministri del Governo quando sono stati in vista ufficiale a Udine.
Nella mia giovane vita e posso dire che sono partito dall’umiltà cosa che mi insegna a essere educato e rispettoso con tutti, ho anche fatto sorridere in dati episodi addirittura Primi Ministri in carica e per questo non mi sono sentito intimorito dal “titolo di assessore” che millantava Falcone e che lo rendeva autoritario nei modi in quel momento.

Era probabilmente lui a sentirsi forte e superiore in quel attimo e me ne saranno testimoni i presenti. Forse voleva  provare a guardare dall’alto in basso (per citare le sue parole) ma ha trovato me, in torto civico forse (per cinque minuti di posteggio) ma in grande prontezza di risposta.

Anche perché sono un sostenitore della maggioranza e avendo denotato “una voce fuori dal coro” nell’atteggiamento dell’assessore (per dirla musicalmente), ho voluto con il precedente denunciare il fatto ma soprattutto lo ritenevo doveroso in quanto pensavo che se al posto mio vi fosse stato uno studente giovane che non è abituato a rapportarsi con queste figure politiche, probabilmente avrebbe avuto timore a sentirsi inveire contro.

 

"Errore mio aver alzato la mascherina, ma non sono un untore"

"Con il precedente volevo scongiurare l’assessore a usare queste maniere in altre circostanze, magari appunto con giovani più deboli (come apparivo io in quel momento) ma con la presente rettifica volgio altresì invitarlo a non insistere perché a mio personale e modesto giudizio, sta sfociando nei limiti del ridicolo e si sta arrampicando sugli specchi.

Volevo ulteriormente precisare a Falcone che se non fosse per il mio unico errore, (di aver durante la conversazione spostato la mascherina) non avrebbe avuto di che appellarsi e ben che meno a trattarmi da untore come ha fatto in quel momento accusandomi di essere nocivo alle persone. Temo più le scortesie che un verbale per divieto di sosta e per questo mi batto quando le riscontro, siano rivolte a me o a terzi.

"Io penso che il buonsenso, la pazienza e l’accettazione del prossimo a volte, in certi rari casi possano anche soprassedere ai regolamenti che sono fatti per evitare disagi e tutelare la collettività tutta ma anche e soprattutto per evitare le tensioni tra cittadini cosa che invece ha causato l'assessore con quel biglietto da visita, nell’unico veicolo a transitare oltre a noi in quei brevi istanti in una Udine quasi deserta".



 

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