Cronaca

La collaborazione tra cittadini salverà l'ambiente, la proposta dei sindacati udinesi

Dai sindacati parte la necessità di ripensarsi a livello di comunità, assumendo anche nuove responsabilità nei confronti dell’ambiente e delle attività insediate

Nel giorno del secondo sciopero mondiale per il clima, che ha visto anche a Udine un migliaio di giovani scendere in piazza, anche i sindacati si sono interrogati sulle azioni che si possono compiere per la tutela dell'ambiente.

La domanda

Saranno i patti tra cittadini che vivono lo stesso territorio a tutelare l’ambiente? È possibile limitare, attraverso nuovi processi di partecipazione dal basso, lo sfruttamento delle risorse e arginare la pressione imposta dalle multinazionali e da un’economia trita-tutto? Queste sono le questioni che si sono poste Iscos e Fai Cisl Fvg interrogandosi su come salvaguardare il legame uomo-natura, entro un contesto di cambiamento - climatico e produttivo - ormai innescato.

Le considerazioni

Quel che è emerso dall'incontro andato in scena questa mattina, è che va sperimentato un nuovo modello sociale basato sulla concertazione tra attori, teso a preservare il territorio in cui viviamo, a sostenere una produzione industriale virtuosa e legale,  a garantire nuovi percorsi di consumo dinnanzi ad una globalizzazione esasperata.

«Se una mela biologica acquistata in un negozio a Udine – ha rivelato la professoressa Lucia Piani - per arrivare sulla nostra tavola deve farsi 15mila chilometri in giro per il mondo, è chiaro che qualcosa va ripensato».

Bene, dunque, per la Cisl  la legge regionale 4 del 2017 sull’economia solidale ma molto, sostengono i sindacati, anche dal punto di vista legislativo va ancora fatto. Gli esempi sono la normativa nazionale sul consumo di suolo o una legge “salvamare”, già chiesta dalla Fai Cisl, per riconoscere anche il lavoro dei pescatori che raccolgono con le loro reti le plastiche in acque aperte. Altro passaggio fondamentale è quello del lavoro, tema strettamente intrecciato alla tutela dell’ambiente.

L'agroalimentare

Guardando dentro i nostri confini a rappresentare lo sfruttamento in uno dei settori ambientali per eccellenza, ovvero l’agroalimentare, è il segretario nazionale della Fai Cisl, Onofrio Rotta, che punta il dito contro il fenomeno del caporalato, che in Italia colpisce oltre 300mila lavoratori, e che trova il suo “salvacondotto” nei nuovi voucher introdotti dal Governo. «Occorre – sintetizza il segretario della Cisl Fvg, Alberto Monticco – ripartire da un’attenzione di prospettiva verso il legame che unisce il territorio all’uomo e che non può prescindere da un’idea forte di concertazione e condivisione tra i decisori politici e la collettività: un’idea che deve investire tutti i settori, dall’agroalimentare, passando per l’industria e l’edilizia, dove molte cose devono ancora essere fatte, basti, ad esempio, pensare al recupero degli immobili, oggi sacrificato a favore dell’occupazione di nuovo terreno. Questa è la sfida che anche la Regione dovrebbe porsi».

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