Cronaca

Addio a Silvano Gottardo, grande atleta e artigiano del vetro per Pierre Cardin

Prima una serie di complicanze a causa di una brutta caduta dalle scale, poi è pesato il sopraggiungere del Covid

Se ne è andato Silvano Gottardo, classe 1933, uno degli storici portacolori della Nuova Atletica dal Friuli ASD. Un fulmine a ciel sereno che colpisce il mondo dell’atletica leggera e dell’artigianato che salutano uno dei suoi campioni a causa delle complicanze derivanti da una brutta caduta dalle scale di casa a cui, a seguito del ricovero, si è aggiunto il Covid. Dopo avere iniziato a lavorare a 13 anni imparando il mestiere di vetraio a Udine, nel 1965 Gottardo emigrò in Francia dove, grazie al duro lavoro, si è contraddistinto come artigiano specializzato nella posa di mosaici di specchi colorati. A Parigi, con a fianco Emilio, uno dei tre figli che sta seguendo le orme del padre, la sua bravura non è passata inosservata tanto che fu prescelto anche dai noti stilisti Pierre Cardin e Loris Azzaro. Nel 2005, rientrò in Friuli, il suo Friuli, per stabilirsi con la moglie Onorina a Visco, dove la coppia è molto conosciuta e stimata. Una carriera sportiva eccezionale quella di Silvano che iniziò a correre a 15 anni distinguendosi subito per le sue doti podistiche. Nel 1948, a Udine si corse il primo giro podistico del capolugo friulano (7,5km) in cui Gottardo si impose, prima di una lunga serie di successi giovanili raccolti in Italia e poi in Francia. Nel 1950, a Trieste, corse per la prima volta i 3000 siepi portando a casa il titolo di vicecampione italiano; nel 1956, fu argento ai Campionati Italiani assoluti di corsa su strada sui 25km. Davvero fulgida anche la carriera da Master costellata da 20 titoli italiani in specie sui 3000 siepi, la sua specialità preferita. Argento ai Mondiali Master di Viareggio nel 1985 e a Budapest nel 1993; vanta anche una migliore prestazione italiana over 70 anni sui 2000 siepi. Fin dal 1991, ha vestito i colori biancorossi della Nuova Atletica dal Friuli con cui ha continuato a girare il mondo prendendo parte alle rassegne sportive. Quotidianamente si dedicava alla corsa e alla marcia sportiva mantenendo a 88 anni una forma ed un portamento invidiabili. 

Lo spirito sportivo, la grinta e il sorriso che lo contraddistinguevano lo hanno certamente aiutato a superare anche una grave forma tumorale che, quindici anni fa, lo costrinsero immobile a letto per oltre quattro mesi. Una vittoria che Silvano aveva voluto festeggiare tornando ad indossare le scarpe da corsa cimentandosi anche su distanze significative; nel 2003, infatti, si era imposto fra gli over 70 alla Maratonina di Udine.

“Caro Silvano, non ci sono  più siepi da saltare, hai superato tutti gli ostacoli! Rimane con noi  la tua bella persona, che ci accompagnerà per sempre ricordandoci che lo sport è vita” – afferma Giorgio Dannisi, presidente della Nuova Atletica dal Friuli che, a nome di tutta l’associazione, rivolge le più sentite condoglianze alla famiglia. 

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