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Friulani in fuga verso la sanità del Veneto: crollano gli incassi per le prestazioni sanitarie

«Tra il 2018 e il 2019 il saldo tra attrazione e fuga di utenti dal sistema sanitario regionale è peggiorato di oltre 7 milioni di euro», afferma il consigliere regionale dem, Nicola Conficoni

Fuga dalla sanità regionale verso il Veneto: l'allarme del Pd. «Tra il 2018 e il 2019 il saldo tra attrazione e fuga di utenti dal sistema sanitario regionale è peggiorato di oltre 7 milioni di euro, andando per la prima volta in rosso di 269mila euro. Un preoccupante campanello d'allarme per la sanità del Fvg che, prima di affrontare l’emergenza covid, ha subito un’ulteriore emorragia invece di rafforzarsi, in particolare sul confine, visto che l'Asfo è fortemente in negativo». Lo afferma il consigliere regionale del Pd, Nicola Conficoni, commentando i dati relativi alla mobilità extra regionale in tema di sanità.

I dati

Secondo i dati ottenuti dalla direzione regionale Salute in seguito ad un accesso agli atti, nel 2019 l’incasso per le prestazioni erogate dal nostro sistema sanitario a persone provenienti da fuori regione è sceso a 90milioni 822mila euro, contro i 91milioni 336mila euro del 2018, mentre la spesa per i residenti in Fvg che si sono rivolti all’esterno è aumentata a 91milioni 91mila euro, a fronte degli 84milioni 424mila euro dell’anno precedente.

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«Ad aggravare una situazione non certo positiva, è proprio l'andamento dell'Azienda sanitaria del Friuli Occidentale (Asfo), il cui saldo negativo è salito da 19,3 a 22,2 milioni di euro, contribuendo in modo significativo al deterioramento complessivo dei conti. A essere in sofferenza non sono solo i ricoveri (il differenziale è peggiorato di 244 unità) ma soprattutto la specialistica ambulatoriale (le prestazioni in ingresso nel 2018 sono state 5.618 più di quelle in uscita, 133 in meno nel 2019). Il trend, purtroppo, è negativo da alcuni anni ma la giunta Fedriga non ha fatto nulla per invertirlo e ha, invece, assunto alcune decisioni che hanno penalizzato la sanità pordenonese, come il taglio lineare alla spesa per il personale sanitario, in grave sofferenza».

La critica

«L'emergenza in atto – commenta Conficoni – sta pesando negativamente sulle migliaia di operatori e medici impegnati in prima linea a combattere il covid e rende ancora più evidente la necessità di nuove forze che affianchino chi già da troppo tempo subisce la ristrettezza. Fin da subito, dunque, è necessario incrementare gli organici, in modo tale da poter meglio affrontare la seconda ondata. Sconfitta la pandemia, che sta catalizzando le energie, è anche necessario sviluppare una progettualità volta a contenere la fuga verso il vicino Veneto, sempre più agguerrito e concorrenziale. Una più efficace “difesa dei confini” – conclude il consigliere dem – non è solo una questione locale ma interesse dell’intero Fvg. La Giunta regionale deve dunque rivolgere una particolare attenzione alla Destra Tagliamento, dove i servizi vanno potenziati anche attraverso il trasferimento di adeguate risorse».

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