«Friuli Doc? Era meglio non farlo»: Venanzi sull'edizione in era Covid

Per l'ex assessore ci sono due pesi e due misure: per Udine sotto le Stelle non ci sono limiti, mentre a Friuli Doc tutto sarà blindato

Splende il sole su Friuli Doc, come sempre da quando il primo cittadino è Pietro Fontanini, e tutto è pronto a partire: il via ufficiale sarà dato oggi alle 17.30 in piazza Libertà, ma ancora i dubbi sull'organizzazione di questa edizione non sono stati risolti. A chiedersi se fosse opportuno mettere in scena la kermesse è Alessandro Venanzi, ex assessore al commercio, che per anni si è occupato della gestione dell'evento.
«Senza vena polemica ma con responsabilità da amministratore, penso che probabilmente era opportuno per quest'anno rinviare. Per l'emergenza sanitaria e andando, ma anche perché in queste condizioni si crea una manifestazione zoppa che probabilmente lede l'attrattività della kermesse stessa».

Per l'ex assessore, le normative anti covid snatureranno in maniera pesante un evento per sua natura fortemente connotato. «Per fare un esempio, in questo periodo particolare non è che si fa del salone del mobile una fiera della casa, non si fa il salone punto è basta».

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Il consigliere dem riflette poi sull'organizzazione della manifestazione. «Si è voluto blindare una città, mettendo sotto sigillo le attività e limitando la mobilità delle persone. Quel che mi lascia perplesso è che siano stati creati due pesi e due misure: con Udine sotto le Stelle tutto è consentito, con Friuli Doc è invece tutto blindato. Si è creato un caso abbastanza singolare per la città di Udine, limitando le opportunità. Si poteva pensare quest'anno ad un'altra iniziativa, che potesse dare una mano realmente al commercio al dettaglio, come hanno fatto a Gorizia. Si poteva fare un grande evento culturale che desse linfa al commercio puro».

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