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Scuole paritarie, crollano le iscrizioni

Lo comunica la Provincia di Udine che annuncia l'invio di una lettera alla giunta Serracchiani per contributi e nascita di un tavolo di lavoro

Crollano le iscrizioni alle scuole paritarie del Friuli Venezia Giulia. Secondo la Provincia di Udine, la crisi economica determina una contrazione di iscritti che scendono del 14 per cento sul territorio regionale. Si passa, relativamente alle classi prime delle scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado, dagli attuali 911 iscritti a 783, con un calo del 14%, dato peggiore delle aspettative.

Ciò comporta – spiega il dirigente Gianluca Macovez – la mancata attivazione di una scuola primaria in provincia di Udine, di un istituto tecnico a Pordenone, di due licei linguistici (uno a Pordenone ed uno a Trieste) e la riduzione delle sezioni in alcune scuole.

Dando uno sguardo sui dati relativi a Udine,  il quadro risulta ancora peggiore: le classi passano da 23 a 21, gli iscritti da 419 a 357, con una contrazione sulle classi prime del 15 per cento. Tre scuole risultano con iscrizioni che le pongono a rischio. Da sottolineare che i due terzi dei bambini che frequentano le scuole dell’infanzia della Regione si trovano in Istituti paritari. Secondo l’analisi di Macovez, alla luce della trasversalità del calo,  il problema è legato ai tagli ai finanziamenti alle famiglie: “Non esistono situazioni di criticità specifica legate ad una specifica scuola; se non ci sarà un cambio della politica regionale, questo calo si riproporrà anche il prossimo anno, e numerose scuole, anziché essere costrette a ridurre le sezioni, si ritroveranno davanti alla scelta della chiusura”.

Di fronte a questo scenario, l’Assessorato all’Istruzione della Provincia di Udine ha deciso di fungere da promotore per un’operazione a difesa del futuro delle scuole paritarie, tutelando le quali si tutela anche il diritto alla libertà di scelta educativa sancita anche dal Parlamento europeo. Ha raccolto le firme degli Istituti scolastici paritari per esercitare il pressing nei confronti della Presidente della giunta regionale, Debora Serracchiani, che si vedrà recapitare la missiva dell’Assessorato, sottoscritta dai rappresentanti dei vari Istituti, in cui si domanda la costituzione di un tavolo di lavoro e si evidenzia come “la chiusura di classi o di intere scuole paritarie, per le caratteristiche del territorio e dell’utenza, porterebbe soprattutto ad affollare le classi delle scuole statali, a ridurre i posti di lavoro nel sistema pubblico integrato e a far lievitare letteralmente i costi per l’istruzione a carico dello Stato”.

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