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No all'elettrodotto, il "Comitato civico Jalmicco" scrive a Mattarella

Nella lettera si legge che «L'opera è un esempio eclatante di cosa voglia dire governare a dispetto dei cittadini, della loro storia, nell'indifferenza verso principi basilari della difesa del territorio»

A Jalmicco non ci stanno all'elettrodotto - i cui lavori riprendereanno a breve -, e invocano l'aiuto del Presidente della Repubblica Mattarella. Il testo della missiva inviata alla massima carica dello Stato.

Spett.le Presidente Sergio Mattarella,

ogni mattina si rinnova l'umiliazione, per chi abita nei dintorni dell'elettrodotto Terna, di vedere gli altissimi piloni di questa infrastruttura, palesemente estranea al nostro paesaggio, alle nostre case, ai nostri campanili. L'opera è un esempio eclatante di cosa voglia dire governare a dispetto dei cittadini, della loro storia, nell'indifferenza verso principi basilari della difesa del territorio. Ci chiediamo come sia stato possibile arrivare a tanto. Ci chiediamo come sia possibile che, a fronte di due sentenze negative da parte dei massimi organi giudiziari [Consulta di Stato e Corte di Cassazione], sia il potere centrale che la giunta regionale continuino a sostenere le ragioni di questa opera, nella sua modalità aerea in vece dell'interrata.

Sig. Presidente, ci appare inverosimile tanta scarsa lungimiranza e caparbietà. Chi ci governa, a Trieste, più volte si è espresso sminuendo la portata delle sentenze, e, all'occorrenza, ribadendo il parere favorevole all'infrastruttura. Anzi, a essere più precisi, le giunte regionali che si sono succedute nel tempo, di qualsiasi colore fossero, non hanno mai ostacolato la soluzione aerea, rilasciando una lunga sequenza di pareri favorevoli ogni volta che avrebbero invece potuto chiedere l'interramento.

A che serve una specialità concepita in questo modo? A che serve interpretare l'autonomia amministrativa, se questa si rivela, nei fatti, essere autonoma dal volere della gente amministrata e sottostante al potere centrale? Don Placereani, uno dei padre della nostra identità nazionale friulana, nella sua vita più volte aveva messo in guardia dai falsi profeti di friulanità, che predicano bene ma nei fatti impongono la sottomissione. Il “sotanesim” in Friuli ha ora il suo monumento: l'elettrodotto.

Come può, la Giunta Regionale attuale, sostenere le ragioni per il completamento dell'infrastruttura, agitando il ridicolo argomento delle compensazioni, ignorando la lotta dei Sindaci e dei cittadini che hanno ricorso, impegnando risorse economiche anche personali, e che hanno avuto pure ragione in Consiglio di Stato?

Come può, la Giunta Regionale attuale, non cogliere il senso di frustrazione di coloro che nonostante vedano riconosciute le loro buoni ragioni, poi, nella pratica, si accorgono che il loro sentimento viene calpestato, che la loro lotta democratica viene ignorata? Capiscono, i signori che ci governano, le conseguenze civili e politiche delle loro decisioni?

Riescono a comprendere quanto le Istituzioni siano lontane dai cittadini e quanto questi si sentano lontani dalle Istituzioni? Il fossato è diventato un burrone, i ponti, uno a uno, si interrompono. Forse che noi Friulani siamo buoni solo per sgobbare e pagare le tasse? Chiediamo agli eletti che amano il Friuli e che, prima ancora, rispettano i principi base della democrazia, uno scatto di orgoglio e atti concreti a difesa della giustizia. 

Senza democrazia, senza giustizia, questo modo di governare ci porterà a un sorta di regime, mascherato di modernità ed efficienza. Ricordiamo sempre le parole di Pre Checo: “Te storie si cjate plui di une volte che la rabie dal pazient e je deventade la piês di dutis!”

Signor Presidente, ci appelliamo a Lei, alla sua altissima figura istituzionale, perchè scongiuri il pericolo di riavvio dei lavori, sospesi in un primo momento per la sentenza avversa del Consiglio di Stato, e ora in procinto di ripartire, pur in presenza del ricorso al TAR del Lazio inoltrato da sette sindaci del territorio friulano.

Ci appelliamo, affinchè non si costituisca uno stato di fatto di completamento dell'opera che renda a tutti gli effetti inutile il ricorso ai Tribunali per la tutela del nostro paesaggio. Le segnaliamo il parere già espresso e inascoltato del Ministero dei beni e delle attività culturali, che ha giudicato l'infrastruttura come incidente in modo drammatico sull’ambiente naturale.

Signor Presidente, 

solo Lei, nella sua altissima funzione di garante, ci appare oramai in grado di intervenire, perchè i sentimenti del popolo friulano non siano calpestati, perchè il nostro territorio dalla bellezza millenaria non sia sfregiato, perchè la nostra fiducia nella giustizia e nelle istituzioni italiane non sia irrimediabilmente tradita.

Fiduciosi nel suo interessamento, La ringraziamo per quanto potrà fare.

Palmanova, 19.02.2017 

Il comitato civico di Jalmicco – Palmanova UD

Giovanni De Biasio

Fernando Venturini

Rosario Di Maggio

Diego Scaluzero

Luca Paviotti

Giorgio Battistutta

Alessio Minigutti

Andrea Cecotti

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