La Guardia di Finanza ad Aria di Festa, cucina ferma e centinaia di avventori in protesta

È accaduto ieri sera, quando due finanzieri si sono presentati all'ora di cena allo stand del prosciuttificio Camarin chiedendo i documenti dei dipendenti e bloccando il servizio di ristorazione per un'ora e mezza, causando un ingente danno economico

La coda allo stand Camarin durante i controlli della Guardia di Finanza

Blitz della Guardia di Finanza durante Aria di Festa, diverse migliaia di euro di danni per un produttore. È accaduto ieri sera durante la festa del prosciutto, quando due finanzieri si sono presentati allo stand del prosciuttificio Camarin per un'ispezione dei dipendenti, bloccando la distribuzione dei pasti dalle 19 alle 20.30, con centinaia di persone in attesa e molti danni economici.

I fatti

Erano pù o meno le 19 di ieri, domenica 23 giugno, quando due militari della Guardia di Finanza si sono presentati allo stand del prosciuttificio Camarin, nel centro di San Daniele del Friuli, in occasione di Aria di Festa, chiedendo del titolare. Il motivo? Controlli del personale chiamato a prestare servizio durante la festa. Peccato che a quell'ora ci fossero molte persone già in coda per mangiare, che hanno dovuto aspettare la fine dei controlli perché cuochi e cassieri erano stati tutti bloccati dai finanzieri.

«Intendiamoci - spiega il titolare Sergio Candusso - i controlli sono più che leciti. Quel che contesto è la scelta di un orario davvero inopportuno che ha danneggiato sia noi che i nostri clienti che volevano solo mangiare in santa pace durante la festa». Il controllo, durato circa un'ora e mezza, è arrivato proprio nell'ora di punta della cena ed è stato questo a far scaturire non solo il proprietario, ma anche tante persone presenti che hanno addirittura fischiato i due finanzieri una volta terminati i controlli.

«Tralasciando la scortesia, ma mi chiedo che senso ha fare un'ispezione di questo tipo all'ora di punta? C'erano tante situazioni più adatte, tempi morti in cui la Finanza poteva venire a controllare il personale senza arrecare questo ingente danno a me e agli avventori, come ho saputo aver fatto in un altro stand. Poi uno si chiede perché deve impegnarsi tanto a lavorare se poi sono gli altri a renderglielo più difficile».

L'esito

Una decina di persone erano state ingaggiate dal prosciuttificio per la quattro giorni di festa, tutte già dipendenti dell'azienda. A risultare non sottoposti a contratto solo due ragazzi, figli di dipendenti, che avevano il compito di racogliere le immondizie lasciate dai clienti. «Prima di Aria di Festa avevo chiesto alla mia consulente del lavoro se potevo regolarizzarli con i voucher, ma lei mi ha risposto che questa è una pratica che si deve far avviare almeno quindici giorni prima dell'inizio del lavoro, un'altra regola assurda che mette in difficoltà i lavoratori».

La protesta

«Già è una festa morente, con in più l'incognita maltempo che ci penalizza. Sabato ha piovuto e avevamo già avuto un danno. Con questo controllo abbiamo perso diverse migliaia di euro di incasso. La gente poi ha protestato vigorosamente, fischiando i due uomini della finanza. Qualcuno se n'è andato in altri stand, qualcuno è tornato e a quelli che sono rimasti in attesa ho offerto prosciutto gratis».

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