Due anni senza Luciano Lunazzi, Udine si riunisce per celebrare l'artista e l'uomo

Venerdì 4 ottobre, alla Libreria Tarantola, amici e conoscenti si ritrovano per ricordarlo

Luciano Lunazzi non è un uomo che si può dimenticare. E Udine deve ripromettersi di non farlo, mai. A due anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 4 ottobre 2017, la libreria Tarantola e il circolo culturale "La Lanterna" rendono omaggio all'artista e amico con una serata interamente dedicata alla sua opera e alla sua vita.

L'evento

L'evento si svolgerà venerdì 4 ottobre dalle ore 18.30 presso la libreria Tarantola in via Vittorio Veneto 20 a Udine. Alla mostra "10 BUS" allestita nella nostra libreria verranno aggiunte 50 foto su Luciano: l'istallazione sarà presentata dal curatore arch. Giorgio Ganis. Interverrà l'assessore alla cultura del Comune di Udine Fabrizio Cigolot, che patrocina l'iniziativa. A seguire alcuni amici ricorderanno Luciano con storie, aneddoti e proiezioni: ci saranno Maria Sello, Radio Onde Furlane e Felici Ma Furlans che proietteranno alcuni spezzoni di "Tacons". La discussione sarà aperta a tutti coloro che vorranno portare il proprio ricordo. Introduce la serata Giovanni Tomai

L'uomo e l'artista

Luciano Lunazzi era nato nel 1952 a Ovaro. Ma le sue radici sono state sempre in movimento, regalandogli una vita colorata e intensa. Prima emigrò in Svizzera, poi si incamminò per il mondo viaggiando in India, Afghanistan e Pakistan, California e Messico. La scoperta della pittura arriva a 40 anni: le tele sono cartoni e i colori compongono il suo mondo, che ha rallegrato (e per fortuna continuano a farlo) l'intera città.

Luciano Lunazzi è stato per gli udinesi più che un concittadino. Per taluni senz'altro un amico. Per i più, anche quelli più distratti che non sanno che certi dipinti che giacciono potenti sotto i loro occhi ogni giorno, in qualche angolo della città, sono suoi, lui è stato un simbolo.
Un simbolo di bontà e gentilezza, ma anche e soprattutto un simbolo di coerenza, un uomo senza compromessi che non non cercava alibi per essere semplicemente se stesso. La sua scomparsa improvvisa e silenziosa, come non fu mai la sua vita così piena di colore, è stata probabilmente per questo motivo choccante per tanti udinesi che vedevano in lui ciò che difficilmente si riesce ad essere, coerenti con se stessi ogni giorno e in ogni luogo. 

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