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Scuola, teatri, cinema e musei? Cosa succederà alla cultura e alla formazione

Il mondo della scuola è l'unico ad avere un piano: il 50% di presenze alle superiori dal 7 gennaio e il 75% dal 15. Ma nessuno è certo che andrà davvero così

Uno stop lungo mesi. Una zoppia destinata a lasciare dei segni più che tangibili nel mondo della cultura, dello spettacolo del vivo e della formazione. Musei, teatri, cinema e sì, anche la scuola: sono queste le realtà più limitate a causa dell'emergenza sanitaria. Ma ora che si vedono alcuni spiragli (l'arrivo del vaccino e la fine di un periodo di restrizioni), non c'è ancora un piano che riguardi la ripresa certa di queste attività. 

La scuola

A nove giorni dal rientro in classe degli studenti ci sono ancora molti dubbi su come si riprenderà la didattica in presenza nelle scuole superiori italiane. Il Dpcm del 3 dicembre aveva stabilito dal 7 gennaio la didattica in presenza al 75% per le superiori, le uniche ancora alle prese con la Dad. Poi, il 23 dicembre, governo, Regioni, Comuni e Province avevano siglato l’intesa sul rientro al 50% per arrivare al 75% da venerdì 15 gennaio. Oltre alla Campania, erano state Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Liguria (le prime tre amministrate dalla Lega e la quarta da Giovanni Toti) a puntare i piedi e ottenere una soglia più bassa da cui partire. Le linee guida approvate prevedono tavoli nelle prefetture per giungere a una rimodulazione dell'orario delle superiori e a una riprogrammazione dei servizi del trasporto pubblico locale. Agli istituti viene assicurata la flessibilità di cui hanno bisogno nel gestire le classi e organizzare la settimana, ma le indicazioni dei prefetti dovranno essere attuate. Il 24 dicembre il ministero della Salute ha pubblicato un’ordinanza che garantisce «l’attività didattica in presenza al 50% della popolazione studentesca» dal 7 al 15 gennaio per le scuole superiori. In Campania, per esempio, stanno però intanto già pensando a organizzarsi diversamente: il 7 gennaio le prime e le seconde elementari, l’11 le altre classi della primaria, il 18 le medie e il 25 gennaio le superiori. Tappe che però saranno valutate in base ai contagi.

Cultura e spettacoli

Ma per molte, moltissime attività è concreto il rischio che non sia gennaio il mese della ripartenza. Nei giorni scorsi il Comitato Tecnico Scientifico ha bocciato le linee guida sullo sci. La possibilità che si ritorni in palestra è condizionata ad una serie di precauzioni e regole che si stanno mettendo nuovamente a punto. Nelle piscine invece si sta valutando una persona per corsia. Mentre sembra destinata a slittare la riapertura di cinema, teatri e musei: il problema più grosso qui sono le file agli ingressi ma la soluzione potrebbe essere la contingentazione e la prenotazione per evitare affollamenti all'esterno. E le discoteche? E gli eventi? Tutto fermo. Fino alla primavera, forse. O addirittura all'estate. 

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