Morte di Mirco Sacher: più ombre che luci dall'interrogatorio

Oggi l'autopsia sul corpo del ferroviere in pensione, che chiarirà la causa della morte. La ricostruzione della giornata delle due ragazze, con tutti i dubbi che condizionano le indagini della Squadra mobile

La storia della morte di Mirco Sacher, 66enne ferroviere in pensione residente a Udine in via Strassoldo, presenta ancora molti lati oscuri. Già dal ritrovamento del corpo la domenica, con il cadavere di Sacher riverso a terra con i pantaloni abbassati, la vicenda ha assunto connotati decisamente singolari.

LA CONFESSIONE Alle 2 del mattino di lunedì due quindicenni udinesi si sono presentate in caserma dai carabinieri, a Pordenone, confessando il delitto, causato dalla necessità di difendersi da un tentativo di violenza sessuale. Le due sostengono di averlo soffocato, e di aver fatto tutto da sole, ma la Procura crede poco a questa versione e ipotizza la presenza di una terza persona. Due testimoni infatti, passati ognuno per conto proprio quel giorno nelle vicinanze del campo dove è morto Sacher - tra le 14:30 e le 14:45 -, affermano di aver notato una terza persona assieme alle giovani. In più il medico legale dichiara che la morte dell'anziano è legata a eventi naturali, quindi anche la versione dello strangolamento regge poco. Oggi ci sarà l'autopsia e ne sapremo di più.

L'INCONTRO Secondo quanto raccontato dalle ragazze, entrambe residenti a Udine nord,  dopo aver dormito il sabato notte assieme, la domenica hanno incontrato Sacher - è amico della famiglia di una delle due  - e trascorso alcune ore con lui. Prima sono stati a Remanzacco, località a est di Udine,  per la colazione e poi a casa dell’uomo per pranzare. Poi hanno chiesto di essere accompagnate in centro, come altre volte, e Sacher sembrava le avesse accontentate. A un certo punto però l'uomo ha cambiato direzione e le ha condotte al campo di via Buttrio dove è avvenuto il suo decesso.

LA LITE Da quanto emerso dall'interrogatorio ci sarebbe stata la lite fra Sacher e le due - una ragazza ha dei lividi e Sacher un graffio sulla guancia - che avrebbe condotto all'epilogo conosciuto.

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LA FUGA Le giovani sono poi scappate a bordo della Punto di Sacher. Anche qui la loro versione appare poco credibile, visto che non hanno la patente. La Punto bianca di Sacher ha di certo imboccato l'autostrada (registrato il passaggio a Udine sud alle 17) e poi è stata abbandonata all'area di servizio di Limenella, in provincia di Padova. Qui hanno chiesto un passaggio fino a Vicenza dove hanno preso un treno che le ha portate alla stazione di Mestre. In stazione hanno incontrato due pordenonesi - uno già visto a Udine - che le hanno convinte a costituirsi dopo aver appreso la storia.

LE INDAGINI Gli investigatori stanno approfondendo la  vicenda coordinati dal sostituto procuratore Claudia Danelon per la Procura di Udine e dal pm Chiara Degrassi per la Procura per i minorenni di Trieste. Nella mattina di lunedì la polizia ha perquisito l’abitazione di Sacher, che si trova al civico 2 di via Strassoldo. Controllate anche le abitazioni delle ragazze. I genitori delle adolescenti sono stati ascoltati dagli esperti della sezione Reati contro la persona della Squadra mobile.

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