Lutto cittadino a Venzone per la scomparsa di Elisa Valent

Il sindaco Di Bernardo: «C'è grande tristezza per quello che è successo». Il rettore De Toni: «A Elisa Valent e agli altri studenti di varie nazionalità vittime di questo incidente vorrei dedicare qualcosa di significativo, perché rappresentano la voglia di costruire oggi una nuova Europa»

Lutto cittadino, con l’annullamento di tutte le manifestazioni previste in paese in questo periodo. È quanto previsto da Fabio Di Bernardo, sindaco di Venzone, dopo la tragedia che ha colpito la concittadina Elisa Valent, residente nella frazione di Carnia. Il sindaco è in collegamento assiduo con i genitori di Elisa, e nella giornata di lunedì si è anche recato a far visita agli altri componenti della famiglia per portare la sua solidarietà e quella di tutta l’amministrazione. Di Bernardo - ai microfoni di Udinese Tv - ha descritto una ragazza molto gioviale, socievole e inserita nella vita di Venzone: «Era molto attiva nella vita di comunità, assieme alla mamma, impegnate con gli appuntamenti delle majorettes della banda musicale. C’è grande tristezza per tutto quello che è successo».

STUDIAVA A PADOVA. Dopo la triennale in Lettere ad Udine, Elisa aveva deciso di trasferirsi a Padova per la specialistica. Lo aveva fatto con la paura e l'emozione di chi si accinge ad affrontare un'avventura nuova. Con lo stesso entusiasmo si era adoperata, come volontaria, alla Fiera delle Parole, dove si occupava di accompagnare gli autori. E, allo stesso modo, aveva affrontato anche la decisione di partire per l'Erasmus. Un'esperienza che per lei era iniziata da appena qualche settimana, ad inizio febbraio.

AVEVA SCONFITTO LA LEUCEMIA. Un dolore immenso per la famiglia, un dolore troppo grande per il padre, Egidio, rimasto a Venzone mentre la mamma Anna e la sorella Sara sono partite per la Catalogna per il riconoscimento della salma. E pensare che Elisa, da bambina, aveva affrontato e sconfitto la leucemia. Una dura lotta contro il male che l'aveva resa la persona tenace ed appassionata che era diventata.

IL RETTORE DELL’UNIVERSITÀ DI UDINE. «A Elisa Valent e agli altri studenti di varie nazionalità vittime di questo incidente vorrei dedicare qualcosa di significativo, perché rappresentano la voglia di costruire oggi una nuova Europa basata non solo sulla moneta, ma anche sulla conoscenza, la cultura, la diversità e l'integrazione». Lo ha detto il rettore dell'Università di Udine, Alberto Felice De Toni, segretario generale della Crui, esprimendo il suo ‘«profondo cordoglio alla famiglia» della giovane vittima dell'incidente in Catalogna. «La mobilità degli studenti universitari, che nel caso di Elisa ha coinvolto gli atenei di Udine, Padova e Barcellona, è un grandissimo valore che dobbiamo comunque sostenere e proteggere», ha aggiunto De Toni. Elisa, dopo la maturità liceale al ''Luigi Magrini'' di Gemona, aveva conseguito nel 2014 la laurea triennale in Filologia Moderna all'Università degli Studi di Udine, prima di iscriversi a Padova per la laurea magistrale. 

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