Lunedì, 17 Maggio 2021
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“Su 'Marçât vieri' decida il popolo udinese!”

Il presidente del Fogolâr Civic, prof. Alberto Travain, interviene sul caso della riapertura sperimentale al traffico della più prestigiosa via della città: “Udine appartiene ai suoi cittadini, non ai commercianti!”

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

“Viarsi Marçât Vieri? Mi ven di ridi!”. Questo, il commento, in schietto friulano “sitadin” udinese, del presidente del Fogolâr Civic, prof. Alberto Travain, alla notizia della sperimentale riapertura del traffico di alcune vie del Centro cittadino, disposta dalla nuova Amministrazione di Udine. “Ben fate” aveva scritto, ironico, alcuni giorni fa Travain al sindaco Fontanini dilungandosi scetticamente sul surplus di guadagni che commercianti ed esercenti, in particolare di Via Mercatovecchio potranno attestare alla fine dell'“esperimento” tanto caldeggiato. “Ci sarà, in effetti, una 'resa dei conti', una verifica seria, neutrale, dei dati d'incremento significativo o meno degli affari dei nostri 'buteghìars' e 'ustìars'?” si chiede il leader civista.

“Comunque vada, non possono essere gli affari di commercianti ed esercenti non per forza cittadini udinesi a decidere dei destini della più prestigiosa via della città: su quei destini deve essere per forza chiamato ad esprimersi il popolo udinese nella sua interezza. Senza una consultazione popolare, in ossequio, tra l'altro, a gloriose tradizioni civiche della comunità locale, incarnate dall'antico Arengo, qualunque decisione sia presa dall'Amministrazione, ancorché legale, per la portata dell'oggetto, sarà da potersi considerare illegittima, quindi inaccettabile per la cittadinanza!”. Travain è chiaro: “Non credano i commercianti, non creda una categoria, di farsi padrona dei destini di Udine e del suo Centro Storico. Rivendicheremo sempre, con forza, i diritti 'sovrani' della comunità udinese!”.

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