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Udine si ferma sul più bello, addio alla Coppa Italia di Serie A2: le pagelle

L'Apu OWW è stata protagonista di una grande cavalcata. Il sogno si è infranto contro la capacità di recupero di Napoli

Un risultato comunque di grande prestigio quello dell’Apu OWW alle Final Eight di Coppa Italia di A2, nonostante la sconfitta nella finalissima contro l’ambiziosa Napoli di coach Sacripanti. Udine è approdata alla gara più importante del torneo dopo l’esordio vittorioso nei quarti con l’Unieuro Forlì ed eliminando poi in semifinale la Givova Scafati. Il successo in rimonta contro i romagnoli (67-62), squadra maestra nel far giocare male gli avversari, va ascritto in buona parte alla sorprendente serenità con la quale il giovane Matteo Schina ha imbucato i due canestri decisivi nel momento cruciale della gara. Con Scafati non c’è stata proprio partita (72-51) grazie ad una solida prestazione corale dei bianconeri, contrapposta alla sostanziale latitanza dal campo della formazione avversaria (vedi ad esempio il 5/33 da 3), peraltro molto ben accreditata alla vigilia.

Sul più bello

Nella finale con Napoli (reduce dallo sforzo fisico e mentale di una semifinale ai supplementari con Tortona) Udine ha condotto con autorevolezza nel primo tempo, concluso avanti 38-27, e per buona parte della ripresa. Quando però Napoli ha migliorato le medie di tiro (con il play Mayo che ha preso per mano la squadra) e soprattutto ha alzato l’aggressività in difesa, l’Apu ha vacillato e poi subito il sorpasso decisivo. Nelle battute finali i bianconeri hanno perso il controllo e sono stati sconfitti con un punteggio fin troppo severo rispetto all’andamento reale della gara (80-69).
E’ giusto ricordare che manifestazioni come le finali di Coppa Italia, di durata breve e ad eliminazione diretta, hanno spesso visto la vittoria di formazioni date per outsider. Chi arriva con fiducia ma senza particolari pressioni può far valere questi fattori nella singola partita che per definizione sfugge ad ogni pronostico di tipo tecnico. Campionato e soprattutto playoff, con la loro serie lunga di gare, sono tutt’altra storia. L’Apu OWW ha sulla carta tutte le possibilità per provare ad arrivare fino in fondo. Ma accanto alla buona condizione mentale dimostrata a Cervia sarà necessario aumentare di parecchio il livello di intensità difensiva visto con Napoli e consolidare la propria identità di squadra. Per chi intende coltivare ambizioni importanti la parte più difficile della stagione comincia proprio adesso.

Tabellino

GEVI NAPOLI – APU OLD WILD WEST UDINE 80-69 (19-22, 27-38, 51-53)

GEVI NAPOLI: Zerini 5 punti, Iannuzzi 12, Klacar ne, Parks 10, Sandri, Marini 10, Mayo 26, Uglietti 12, Lombardi 2, Monaldi 3. All. Stefano Sacripanti.

APU OLD WILD WEST UDINE: Johnson 11 punti, Deangeli 5, Spangaro ne, Schina, Antonutti 16, Mobio 2, Agbara ne, Foulland 12, Giuri 10, Nobile 5, Pellegrino 3, Italiano 5. All. Matteo Boniciolli.

Arbitri: Cappello, Caforio, Catani.
Uscito per cinque falli: nessuno.

La pagelle

D.Johnson 5,5. Braccato dalla difesa di Uglietti viene tenuto ai margini della partita (3/9 al tiro)
Foulland 7. Nel primo tempo detta legge sotto canestro poi la squadra si dimentica di lui (4/4 al tiro in 30 minuti)
Giuri 5,5. Gara tra luci ed ombre dopo le ottime prestazioni con Forlì e Scafati
Antonutti 6. In attacco sarebbe da 7. Ma fatica da matti in difesa e quando la partita sale di intensità
Nobile 6. Solita prestazione di sostanza negli 11 minuti giocati
Italiano 5. Stasera fa più danni che cose utili  
Schina 7. La vera sorpresa di questa Coppa Italia, con Napoli non tira ma dà equilibrio, difende e prova a spingere il gioco (anche 2 assist spettacolari) 
Deangeli 6. Torna in quintetto con compiti difensivi, così così in attacco 
Pellegrino 5. Ok per l’impegno ma (da tempo) in crisi di autostima 
Mobio 6. Intensità e atletismo nei 9 minuti in cui sta in campo  
Spangaro ne

All. Boniciolli 6. La squadra dopo un buon inizio subisce l’aggressività di Napoli e va in crisi. Nel finale rinuncia a Schina e Mobio per far giocare i più esperti. In ogni caso difficile vincere subendo 53 punti nel secondo tempo, recuperando 1 sola palla e perdendone 20". 
 

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