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Stefano Colantuno

Stefano Colantuno

Colantuono: «Prometto di lavorare sodo, dalla mattina alla sera»

Presentato il nuovo allenatore della formazione bianconera. Su Di Natale: «È chiaro che devi gestirlo in maniera diversa rispetto a un ventenne, ma mi auguro che possa contribuire ancora al gruppo»

Un allenatore che «era già stato seguito in passato (nel 2007 le due parti stavano per chiudere) e con cui eravamo vicini», come ha affermato paron Pozzo e «che ci è stato caldeggiato da molti» in base a quanto sostenuto dal presidente Soldati. Sono questi gli “endorsement” principali per Stefano Colantuono, nuovo tecnico bianconero dopo la mancata conferma di Andrea Stramaccioni.

«Ringrazio la proprietà di questa chance - ha così esordito il tecnico -, con una società all’avanguardia in Italia. A Bergamo, quando sono andato via, eravamo salvi, e ha finito nella stessa condizione in cui l’ho lasciata, con 3 punti di vantaggio sulla terzultima. Non voglio dimenticare i Percassi, che mi hanno permesso di svincolarmi e di iniziare questa nuova avventura». 

Marino le ha parlato di Udine? «Me l’ha descritta come una società di primo livello, con struttura e organizzazione. Mi ha solo parlato bene di Udine».

In che cosa si possono assomigliare Atalanta e Udinese? «Hanno un profilo simile, di una “provinciale importante”. Da questo punto di vista sono realtà moto simili». 

Obiettivi? «Il primo obiettivo è sempre la salvezza. Ricordo quando Guidolin centrava la Champions e poi parlava di salvezza all’inizio dell’anno dopo. Lo stile deve essere quello». 

Arriva dopo la peggior Udinese. Sente questa responsabilità? «Prometto di lavorare sodo, dalla mattina alla sera, perché ho sempre fatto così in questi anni di carriera. Se sei messo nelle condizioni di lavorare le cose possono arrivare e potremo fare un buon campionato. Gli obiettivi vanno centrati, non enunciati».

Il ruolo di Di Natale? «Ancora non ci ho parlato. L'anno passato ha fatto il suo campionato. Come fai a fare delle previsioni su un giocatore che ha dimostrato di stare bene. È chiaro che devi gestirlo in maniera diversa rispetto a un ventenne, ma mi auguro che possa contribuire ancora al gruppo». 

Quali giocatori ci saranno? «Non è ancora il momento, sarebbe irrispettoso. in questi giorni con la massima calma faremo le cose per bene».

I giovani? «Non c'è differenza, l'importante è che l'Udinese vinca, poi le strade possono essere diverse». 

Il modulo. «Ci sono tante possibilità, ma questa è una squadra che nelle corde ha la difesa a tre. Credo che poossa essere la cosa migliore per adesso, ma vediamo la disponibilità  dei ragazzi. Ai numeri credo poco, l'importante è difendere in otto e attaccare in quattro o cinque».

Esoneri Palermo e Toro. «A Palermo andò comunque bene, perché venni esonerato dopo una giornata e fui richiamato più avanti. Al Toro eravamo nei playoff, cambiammo completamente squadra e riuscimmo a raggiungere la finale, perdendo contro un Brescia meglio assortito».

La preparazione "in casa". «Vorrei sempre avere le migliori strutture a disposizione e quindi stare qui, allo stadio, va benissimo. Sono abituato così e ritengo la cosa più utile».

Stadio. «Vederlo così è molto bello, uno stadio di grande livello».

Settore giovanile. «A Bergamo c'è grande sinergia tra prima squadra e settore giovanile. Vorrei che anche qui fosse la stessa cosa».

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