Anche in Friuli si pratica il Roller Derby, lo sport di contatto sui pattini a rotelle

Uno sport a squadre sui pattini, che in Italia non conta neanche una ventine di team. Una di queste è in Friuli e si allena a Ipplis

Un momento di una partita di roller derby. Fotografia di Erika Zucchiatti

Avete mai sentito parlare di roller derby? Sinceramente noi prima d'ora ne ignoravamo l'esistenza. Per questo ce lo siamo fatti spiegare da una ragazza che lo pratica proprio qui in Friuli che ha deciso di descriverci questo sport così originale in vista di una dimostrazione che si svolgerà venerdì a Lauzacco, proprio per raccontarlo a più persone possibile.

Le Banshees Roller Derby Udine

È Alessandra, aka JackassMenny, giocatrice delle Banshees Roller Derby a spiegarci come funziona questo sport. «Il roller derby è uno sport di contatto sui pattini a rotelle, prevalentemente femminile, nato negli Stati Uniti d'America tra gli anni ’30 e ’40; ha iniziato a diffondersi nella sua forma moderna a partire dal 2001, uscendo anche dal suolo americano, e da allora è lo sport in maggiore crescita a livello globale».

Come si svolge una partita?

«Ogni squadra schiera una jammer e quattro blocker: la jammer ha il compito di oltrepassare le blocker avversarie per ottenere punti, mentre le blocker devono aiutare la propria jammer e ostacolare le giocatrici avversarie, utilizzando tecniche e tattiche diverse in base alla situazione, fino alla fine del turno di gioco, o jam, che può durare fino a due minuti. Le jam si susseguono per due tempi, chiamati period, di 30 minuti l’uno e per tutta la durata della partita il gioco sarà controllato dai REF e NSO, i primi sono gli arbitri sui pattini, da un minimo di 4 a un massimo di 7, e comunicano con i vari NSO disposti al centro o all'esterno del Track che, muniti di tabelloni e cartelline, tengono nota di tutto (seriamente, di tutto!) ciò che avviene durante la partita: punti, falli, azioni, schieramenti, azioni di gioco, timeout. Alla fine dei due Period, vince la squadra che ha collezionato più punti complessivamente».

Chi lo pratica?

«È uno sport incredibilmente dinamico e adrenalinico, servono buoni riflessi e una mente agile. Giunto in Italia tra il 2010 e il 2012, ad oggi conta quasi una ventina di squadre su tutta la penisola, da Milano a Palermo. Noi Banshees esistiamo dal 2014 e siamo, più o meno, una quindicina di giocatrici. Allo stato attuale non esiste un campionato nazionale ufficiale, ma noi non ci fermiamo davanti a nulla e il 22/23 giugno abbiamo partecipato allo SKIR, il torneo nazionale organizzato dalle Alp'n Rockets di Bolzano, vincendo la nostra prima partita ufficiale!»

Come funziona?

«La maggior parte delle nostre attività sono autofinanziate, l'attrezzatura è tutta nostro carico, così come lo sono le trasferte e le strutture.
La cosa più difficile, però, è trovare e formare le skater; il nostro è uno sport sconosciuto ai più, con un regolamento chilometrico e molte abilità di base da imparare. Non a caso ogni skater, prima di poter giocare ufficialmente, deve affrontare e superare il Minimum Skills Test (MST... che è un po' come fare una maturità), una prova sia fisica sia teorica, dove bisogna dimostrare di saper stare sui pattini con una certa sicurezza e di conoscere bene il regolamento
».

Quali sono i prossimi appuntamenti?

«Siamo sempre alla ricerca di persone nuove che abbiano voglia di mettersi in gioco e provare la meraviglia che questo sport sa donare! Ecco perchè faremo una piccola dimostrazione il 28 giugno a Lauzacco per l'evento "Sportiamo", per il 30 giugno abbiamo
organizzato un OpenDay alla palestra di Ipplis dove ci alleniamo e saremo a Gorizia il 16 luglio per un'altra dimostrazione durante il "Vittoria d'Estate”
».

Quali sono i vostri contatti?

«Potete seguire tutti i nostri eventi e le nostre iniziative sulle nostre pagine Facebook e Instagram o scriveteci (bansheesrd@gmail.com) per chiederci informazioni, per venirci a vedere o a provare!».

Foto di Erika Zucchiatti

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